Canada Dry – Julio Cortàzar

julio-alejandra

So che mi ricorderò di quel soffitto

dove le macchie di umidità erano un gatto, un numero, una mano tagliata.

So che non scorderò il rumore
di un water in qualche stanza distante dell’albergo,
la sua triste cascata tascabile, la sua inevitabile successione.

Chacun ses madeleines, chacun ses Albertines.

Sarai per sempre calamita di immagini,
le più torbide e vane mi porterai col gesto
quelle che nella calda intimità del letto
accendevano sigarette di pienezza,
quell’affacciarsi dei nostri corpi fianco a fianco (…)

Abbiamo condiviso nient’altro che caffè e strade
prima di amarci contro tre specchi:
cos’altro potrebbe regalarmi il tuo ricordo?

Ma io so mettere da parte e adoperar tristezze a buon mercato
nella stessa tasca in cui porto la vita
quella che illustrerà infine tante biografie. Vai, piccolo fantasma,
il bagno è proprio lì, a due passi
ti aspetto,
cominceremo da capo un’altra volta. Il soffitto
continua a disegnare un gatto, un numero,
una mano tagliata.

(Trad. di M. Fernández.)

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