Sonetto del vino

vino

In quale regno, in quale secolo, sotto quale tacita
congiunzione d’astri, in che giorno segreto
non salvato dal marmo, nacque la fortunata,
la singolare idea di inventar l’allegria?
Con autunni dorati fu creata. E il vino
fluisce rosso attraverso le generazioni
come il fiume del tempo e nell’arduo cammino
prodiga la sua musica, il suo fuoco, i suoi leoni.
Nella notte del giubilo o la giornata avversa
esalta l’allegria o alleggerisce il panico
e il nuovo ditirambo che quest’oggi gli canto
lo cantarono un tempo il persiano e l’arabo.
Vino, insegnami l’arte di guardare la mia storia
come se fosse ormai cenere nella memoria.

J. L. Borges –
(trad. di M. Fernàndez )

 

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