Felici i normali

retamar-press

Felici i normali, quelli esseri strani,
quelli che non hanno mai avuto una madre pazza, un padre ubriacone,
un figlio delinquente,
una casa da nessuna parte, una malattia sconosciuta,
quelli che non sono mai stati inceneriti da un amore calcinante,
quelli che hanno vissuto i diciassette volti del sorriso
e ancor di più,
quelli pieni di scarpe, gli arcangeli col cappello,
i soddisfatti, i grassi, i belli,
i rin tin tìn e i loro seguaci, i mancherebbealtro, i pregodiqua,
i vincitori, quelli amati fino all’impugnatura,
i pifferai accompagnati dai topi,
i venditori e i compratori,
i cavalieri leggermente sovraumani,
gli uomini vestiti da tuono e le donne
da lampi,
i delicati, i sensati, i raffinati,
i gentili, i dolci, i commestibili, i bevibili.
Ma che non blocchino la strada a coloro che costruiscono mondi
e sogni,
e illusioni, e sinfonie, e parole che sbaragliano
e ricompongono, quelli più pazzi della mamma, più
ubbriaconi del padre e più delinquenti dei figli.
Che lascino loro il proprio posto nell’inferno, e basta.

Roberto Fernández Retamar – L’Avana, Cuba, 1930
(Trad. di M. Fernàndez)

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