Cavallo di Troia

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E’ uno degli stratagemmi più vecchi al mondo, ma invecchiare è un’arte, lo sappiamo. E, soprattutto, invecchiare senza (quasi) mai perdere un colpo.

Si chiama tecnica del poliziotto buono- poliziotto cattivo. L’abbiamo visto in azione mille volte, nei film o nelle serie televisive.
Negli ambienti militari viene conosciuta come Mutt and Jeff. O Joint questioning. O friend and foe.
Da qualche parte viene chiamata anche Abbot e Costello, Starsky e Hutcht, Dr. Jekyll & Mr. Hyde…
Si impiega di solito negli interrogatori, e consiste nella stimolazione forzata di due elementi apparentemente opposti, eternamente presenti nell’essere umano : la fiducia (il bisogno di…) e la paura.

Si tratta sempre, né più né meno, che di una transazione, nel miglior stile Gestalt.
Viene ampiamente utilizzata anche dagli assicuratori, dai predicatori e dagli esattori fiscali.
Ma è, soprattutto, un gioco giocato da sempre dai partiti politici, ogniqualvolta si trovano alle prese con una tornata elettorale.

Affinché il gioco arrivi a una fine soddisfacente, è auspicabile che la controparte sia già in condizioni di svantaggio psicologico, cioè piuttosto provata, intimorita, insicura, con estrema necessità di certezze, di qualsiasi tipo.
E’ un po’ come una rappresentazione teatrale.
In uno dei due bandi – diciamo, ad esempio, un partito politico – uno dei negoziatori interpreta il ruolo di “Duro”, adottando uno stile freddo, aggressivo e competitivo.
L’altro (devono essere almeno in due) diventa quello comprensivo, attento ad ascoltare, pronto a venire incontro alle aspettative e alle richieste della controparte.
Ecco il “Buono”, quello che non di rado prende le nostre parti, scontrandosi col “Duro”.
Quello con il quale preferiamo sempre trattare. Quello che, infine, ottiene da noi quello che entrambi inseguivano dall’inizio del gioco. Una confessione, una firma sul contratto, un voto alle prossime elezioni.

Qui il gioco potrebbe cambiare nome, senza nemmeno l’obbligo di alzarsi dal tavolo. Trattandosi di un partito politico, in molti lo chiamano “Cavallo di Troia”. E’ quello che si porta in pancia, corroborato dal nostro sorriso ebete, tutta quella marmaglia dalla quale diceva di voler prendere le distanze.

Come ben sanno i poliziotti che da sempre sono stati indottrinati nell’uso dei questa tecnica, e soprattutto i politici, la stessa dà egregiamente i suoi frutti quando si tratta con soggetti impauriti o sprovveduti, scarsamente intelligenti, facilmente ricattabili…
Ma presenta anche i suoi rischi.
Infatti, in quei casi in cui viene riconosciuta dall’individuo trattato –un prigioniero, un impiegato, un’intera società- questo può arrivare a ritenersi offeso, insultato, truffato, e rifiutarsi perentoriamente di continuare a collaborare.

Sono le incognite del mestiere. Lo sanno bene i politici, che in questi anni continuano a lasciarsi per strada voti, consensi e occasioni per recuperare la propria dignità.
La chiamano Antipolitica, facendo la voce da “Duri”.
Subito dopo scattano gli applausi, preregistrati.
Loro ci credono, sorridono, e continuano a giocare. Ignari che dall’altra parte del tavolo non c’è (quasi) più nessuno.

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