Tra ganzi e gonzi (e un sacco di gufi)

cavallo
Di sicuro i troiani si sono sentiti ganzi, quel mattino.
I greci, quei gonzi, alla fine s’erano stancati, avevano tirato su baracca e burattini e preso la via di casa, coda tra le gambe e morale in cantina.
Cassandra cercò di avvertirli, ma si beccò della gufa.
Nel frattempo, nella pancia del equino, Ulisse, che era davvero un ganzo, si sbellicava dalle risate.

1929 – L’ingegnere Semenza, quelli della Sade e il governo italiano, si sentono proprio ganzi. Stanno per dare inizio alla costruzione della diga del Vajont, “la più alta che ci sia al mondo”. Ci sono un sacco di gonzi col naso all’insù. E, come non poteva essere diversamente, anche dei gufi.
Uno di questi si chiama Tina Merlin.
E’ talmente gufa che la rinviano a giudizio, così la smette.
C’è anche il sindaco di Longarone, Guglielmo Celso, che non fa che esprimere dubbi e allarmismi. Gli ordinano di smetterla, di non fare il gufo.
Quando la frana si porta via interi paesi e una quantità imprecisata di umanità, non fa distinzioni tra ganzi e gonzi (e gufi).

Nella storia recente delle tragedie evitabili il copione sembra essere sempre lo stesso. Con protagonisti immutabili, nel miglior stile della Commedia dell’Arte (chiamata anche Commedia all’italiana.)

***

Qualcosa come sette anni fa, Letizia Moratti (allora sindaco di Milano) e tutto lo schieramento berlusconiano si sentirono molti ganzi. Erano appena riusciti a strappare alla Turchia l’organizzazione dell’Expo 2015.
Quella della sinistra dissero che erano dei gonzi.
Si beccarono dei gufi.

Oggi l’Expo viene organizzato da loro, quelli della sinistra, che si sentono molto ganzi. Si sono fatti accompagnare dai mafiosi nostrani e dal fior fiore delle corporazioni mondiali, la maggior parte delle quali annoverate nel volume “I grandi crimini delle multinazionali”, dove vengono accusate (senza replica dalla controparte) dei peggiori misfatti in termini di attentati contro l’ambiente e i diritti umani.
Gli scandali legati agli appalti ( e a quelli mancanti) non si contano. Le truffe fanno provincia.

I gufi hanno perso l’orientamento e se ne stanno buoni sul ramo. Visto che i punti cardinali a destra, a sinistra e perfino al centro sono occupati dalle precedenti formazioni, si guardano di qua e di là, senza convinzione, in attesa che cali il sipario.
Non appena si spegneranno le luci – lo sanno per esperienza – ogni cosa tornerà come prima.
Cioè nessuno capirà nulla.

Sarà tutto uno scambiarsi colpe, cadute, responsabilità, programmi di volo.
Se l’Esposizione Universale – c’è chi crede ancora nei miracoli – risultasse un successo, quelli della destra si sentirebbero molto ganzi. Dopo tutto sono loro ad averla voluta, nonostante la malmostosità di quei rapaci dalle infinite sfumature di grigio.

Se si rivela un flop, come in tanti si temono, assisteremo all’ennesimo – e prevedibile – riposizionamento sul terreno. Voleranno un sacco di piume, qualche (presunto) ganzo di terza o quarta fila verrà espulso dal pollaio e si guarderà in avanti (onde non passare per gufi), attenti come siamo alle sfide del futuro.

Non so chi la spunterà in tutta questa storia. Sospetto che i gonzi abbiano le maggiori possibilità di riuscita. Si muovono mirabilmente sul terreno. Cambiano direzione alla velocità di un lampo. Sono sempre alla ricerca di un autore, che inevitabilmente trovano (tanto, hanno già il sostituto di ricambio per il girone di ritorno).

Sono facilmente riconoscibili, (i gonzi). Girano sempre col sorriso ebete delle grandi occasioni, dicono ah!, oh!, davvero?, che bello! finalmente!

Insomma, il sogno (mica tanto) proibito di ogni governante. Quello con cui avviare la stagione dei grandi cambiamenti.

Non fosse per gli altri, i gufi, che svolazzano sempre quando uno meno se lo aspetta.
Eh, sì, bisognerà aspettare che riapra la caccia.

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