Archive for giugno 2014

Sapete chi è Giovanni Dal Molin?

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Sicuramente no, perché nessuno ve lo racconta. Non troverete la sua fotografia sul balcone del palazzo comunale, o una pagina web che riporti la sua storia.
Anzi, mi correggo, una pagina esiste. Si chiama “Colaboremos con Giovanni. Nonno il tuo sogno è la nostra forza”. L’ha aperta un gruppo di ragazzi uruguaiani che da qualche tempo si battono affinché Giovanni possa tornare a casa. E la sua storia, da quelle parti, è entrata in tutte le case.
Giovanni Dal Molin è un anziano partigiano, nato a Limana (Belluno), nel 1928. Si arruolò nella resistenza quando era ancora un ragazzo, e non appena finita la guerra emigrò, come tanti suoi connazionali, verso quelle terre che offrivano ancora spazio alla speranza.
Da circa quattro anni, Giovanni sosta davanti al consolato italiano di Montevideo, con un cartello appeso al collo che recita: Italiano, di 85 anni, vuole ritornare al suo paese.
A Belluno qualcuno si sta interessando. Le voci cominciano ad oltrepassare il muro del menefreghismo sociale. Il consolato italiano a Montevideo, però, che in questi giorni sta smontando i suoi uffici per trasferirli a Buenos Aires, stenta a concedergli il rimpatrio.
Che gli aspetterebbe di diritto.
Non fosse che non essendoci parenti nel suo paese di origine, non sanno a chi affidarlo.

La burocrazia è il primo assassino della tenerezza, diceva Roque Dalton.
Per fortuna ci sono i miei altri compatrioti: Laura, e Liliana e un sacco di bella gente, tra Rovereto e Montevideo, che si sono presi a cuore le sorti di Giovanni, che non lo lasciano solo, e che combattono insieme a lui forse l’ultima delle sue battaglie.

Milton Fernàndez
https://www.facebook.com/groups/1428949017376887/?fref=tsImmagine

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Domingos con sabor a mate.

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Invictus
Dal profondo della notte che mi avvolge,
nera come l’abisso da un emisfero all’altro,
ringrazio qualunque divinità esistente
per il dono della mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
non ho arretrato, né chiesto pietà.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio corpo è insanguinato, ma indomito.
Oltre questo luogo di furore e lacrime
incombe il solo Orrore delle ombre
eppure la sfida degli anni
mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretta sia la porta,
quanto carica di punizioni la sentenza.
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.
William Ernest Henley
(Trad. di M.F.)Nella foto: Josè Mujica, presidente dell’Uruguay.