Juan Gelman – Quel che succede

Gel

 

Ti diedi il mio sangue, i miei suoni,
le mie mani, la testa
ti diedi qualcos’altro, la mia solitudine, quella grande signora,
come un giorno di maggio dolcissimo d’autunno,
e ancor di più, tutto il mio oblio,
affinché tu lo smantelli e resti nella notte,
nella tempesta, nella sventura,
e qualcos’altro ancora, ti diedi la mia morte,
vedrò risalire il tuo viso tra il flusso delle ombre,
e non riesco tuttora a circondarti, continui ad accrescerti
come un fuoco,
e mi distruggi, mi costruisci, sei oscura come la luce.

Juan Gelman
(Trad. di M.F.)

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