Pablo Neruda – Ode alla parola grazie

neruda

Grazie alla parola
che ringrazia,
grazie e grazie
per
quanto questa parola
scioglie neve o ferro.

Il mondo appare minaccioso
finché soave
come una piuma,
chiara,
o dolce come un petalo di zucchero,
di bocca in bocca
passa
la parola grazie,
grande, a bocca piena
o sussurrata,
appena mormorata,
l’essere quindi torna al suo essere uomo
non finestra,
un certo chiarore
si spinge dentro il bosco,
ed è possibile allora cantare sotto le foglie.
Grazie, sei la pillola
contro
gli ossidi taglienti del disprezzo,
la luce contro l’altare della durezza.
Forse
anche tappeto magico
tra i più distanti uomini
sei stata.
I tuoi passeggeri
si sparpagliarono
nella natura
e ancora
nella selva
degli sconosciuti,
merci,
mentre il treno frenetico
cambia patria,
cancella frontiere,
spasiba,
accanto agli appuntiti
vulcani, freddo e fuoco,
thanks, si, grazie, e allora
si trasforma in tavolo la terra,
una sola parola l’imbandisce
splendono piatti e coppe,
risuonano forchette
e sembrano tovaglie le pianure.
Grazie, grazie
alla tua partenza e al tuo ritorno
alla salita
e alla discesa.
Ci siamo capiti, no?
tu riempi ogni cosa
parola grazie,
ma lì dove appare
il tuo piccolo petalo
si nascondono i pugnali dell’orgoglio,
e nascono due soldi di sorriso.

(Trad. di M.F.)

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One response to this post.

  1. Grazie Maestro Pablo…. (e a Milton)

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