Archive for agosto 2013

Tutto quel casino… o quasi

Immagine

Son corso su per sei piani di scale

alla mia piccola stanza ammobiliata

ho aperto la finestra

e ho cominciato a buttar fuori quelle cose

che più contano nella vita.

Per prima, la Verità, che cinguettava in un soffio:

«No, non farlo! dirò cose terribili su di te!»

«Ah, sì? Be’, io non ho niente da nascondere… FUORI!»

Poi è toccato a Dio, che lanciava occhiatacce  e frignava sbalordito:

«Non è colpa mia! Non sono io la causa di tutto!»

«FUORI!»

Poi l’Amore, tubandomi lusinghe:

«Non conoscerai mai l’impotenza!

Tutte le ragazze copertina di Vogue saranno tue!»

Gli ho spinto fuori quel suo culone grasso, urlando:

«No sei mai stato altro che un povero parassita!»

Ho preso su Fede, Speranza e Carità

quelle tre megere se ne stavano abbracciate:

«Senza di noi, tu morirai, di certo!»

«E’ con voi che io do fuori di matto! Addio!»

Poi, la Bellezza… Ah, la Bellezza …

Mentre la spingevo verso la finestra le ho detto:

«Nella vita sei quella che più ho amato,

ma sei un’assassina; la Bellezza uccide!»

Non è che proprio volessi buttarla via

quindi corsi giù per le scale

arrivando giusto in tempo per prenderla al volo

«Mi hai salvato!» gridò lei

io la posai a terra e le dissi: «Smamma.»

Poi son risalito quei sei piani e ho cercato i soldi

ma non c’erano soldi da buttar via

la sola cosa rimasta nella stanza era la Morte,

se ne stava nascosta sotto il lavandino

«Non sono vera!» urlò

«Son solo una diceria messa in giro dalla vita…»

Ridendo l’ho buttata fuori, con lavandino e tutto

e a un tratto mi sono accorto che l’Umorismo

era tutto ciò che mi restava –

E tutto ciò che potevo fare con l’Umorismo era dirgli:

«Vai fuori dalla finestra, tu e la tua minestra!»

 

Gregory Corso  –  New York, 26 marzo 1930 – Minneapolis, 17 gennaio 2001 –

(Trad. di M.F.) 

 

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