Oronzo e Tonino – Un patto per la vita


Qualcuno sosteneva che non si smette mai di essere ciò che si è stato. Non ricordo chi fosse, forse me lo sono inventato di sana pianta. In parte ci credo, però. Il nostro passato è un corredo con il quale saremo costretti a fare i conti per il resto del divenire. Ci credo ancor di più dopo aver sentito parlare Antonio Di Pietro in merito alla manifestazione di Roma. Uno che mi sta simpatico, il Tonino. Mi piace il suo strafogarsi con le parole, che verrebbe voglia ogni tanto di scaricargli un paccone sulla schiena onde fargli sputare quella consonante che sovente gli si conficca in gola. Mi sono ritrovato spesso d’accordo con lui. Dai tempi di Mani pulite, le manifestazioni davanti al Palazzo di giustizia a Milano, a dare manforte ai nuovi giustizieri, la sua “discesa” in politica. Ma Di Pietro è stato un poliziotto. Forse è nato così. Comunque sia, non ha mai smesso di esserlo. Ai tempi del G8 di Genova fu d’accordo con quasi tutti nel biasimare la cosiddetta (detta così da un altro poliziotto) “Macelleria messicana” (mi sono sempre chiesto se quel poliziotto avesse mai visto una macelleria messicana, o se fosse rimasto al tempi dei film di Emiliano Zapata); parlò allora dell’assalto alla scuola Diaz, di Bolzaneto, delle cariche incontrollate di poliziotti e carabinieri ai manifestanti indifesi come di una pagina oscura della nostra storia , ma si rifiutò di votare per la creazione di una commissione parlamentare di inchiesta su quei fatti. Quando si dice lo spirito di corpo.

Oronzo Reale è stato un ministro repubblicano. Dall’infanzia difficile, sospetto, per via di quel nome e le sue improbabili assonanze (si sa quanto possono essere carogne i compagni di classe). Ci lasciò una legge (la L. 152/1975) che fa onore al suo nome. Mi correggo, al suo cognome. La stessa consentiva alle forze dell’ordine l’utilizzo delle armi non solo in presenza di violenza o di resistenza, ma comunque quando si tratti di «impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona».

Per non dimenticare quella perla dell’ “arresto preventivo” (Art. 3), che prevede infatti l’arresto dell’ubriaco – 96 ore (48+48).- prima che stappi la bottiglia, anzi, prima ancora che decida di ubriacarsi, a discrezione delle forze dell’ordine.

Gli eventuali effetti collaterali non tolgono il sonno all’onorevole Di Pietro. Per lui l’unica cosa importante sembrano essere le piazze pulite. Non lo inquietano i motivi per i quali i cittadini sono usciti per strada, per cui continueranno a farlo. Le grida di impotenza di un paese sul bordo di un attacco di nervi. Il fatto che neanche un black-bloc – cioè i veri delinquenti – sia stato fermato, così come successe ai tempi del G8 genovese.

Nemmeno le statistiche che dicono che quella legge voluta da Oronzo abbia provocato qualcosa come 254 morti e 371 feriti nell’arco di 15 anni. Effetti collaterali.

Tonino l’ha auspicata, raccomandata, desiderata, incassando l’ammirazione del ministro Maroni. Il giorno dopo, com’è d’uso, ha invocato il sacramento della Smentita , che in Italia non si nega mai a nessuno. Non sono io che mi sono spiegato male, siete voi che non capite un tubo!

Potrebbe anche essere vero. Io però, pensando alle prossime elezioni, non so perché mi sono ricordato di un detto che ho sentito una volta in un bar di Città del Messico (quello delle macellerie, per intenderci), “qui si rischia di uscire di Guatemala per cascare in guatepeggio”.

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One response to this post.

  1. Posted by Francesca Chiarla on ottobre 20, 2011 at 5:32

    Caro Milton,
    scusa se ti scrivo utilizzando il blog, ma non so come ho perso il tuo indirizzo mail.Sono Francesca la ragazza di Alba amica di Karim. Ci siamo visti proprio due anni fa qui ad Alba per gli incontri “Stranieri No-strani”.
    Ti scrivo nuovamente dopo aver letto del libro di poesie “Italiani d’altrove” per chiederti se fosse possibile una presentazione del libro qui ad Alba, magari si potrebbe pensare anche ad un reading, per vedere eventuali tempistiche e disponibilità..possiamo pensare anche al prossimo anno!!
    Per ora ti ringrazio..
    un abbraccio
    Francesca

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