Plotino, Pisapia e il biglietto dell’ATM

Di lui se ne son dette di tutti colori, parlo del Tempo.

Per l’Aristotele, che aveva già anticipato, capito e spiegato ogni cosa (tranne forse il default della magna patria, e non ci metterei le mani sul fuoco), il Tempo è l’ordine misurabile del movimento. Newton, Isacco, colse la mela al balzo, qualche secolo più tardi, e già che c’era aggiunse una distinzione tra Tempo assoluto e Tempo relativo. Uno, il primo, che fluisce qual ruscello di montagna, placido e senza grane, a cui diede il nome di Tempo di durata, e l’altro sensibile e reattivo agli imprevisti, che chiamò Tempo lineare.

Poi arrivò il Kant, piantagrane come pochi, il quale buttò lì l’idea che la successione temporale fosse “il criterio empirico unico dell’effetto in rapporto alla causalità della causa”.
Hegel, tirando in ballo Plotino, se la giocò col fatto che il Tempo è “il principio stesso dell’Io=Io, della pura autocoscienza” anche se si tratta, tuttavia, di una coscienza astratta.”

Rottosi, in tempi non sospetti, le sacre scatole, l’Agostino, (stinco di santo di provenienza extracomunitaria) di cotanta prosopopea passata e in divenire decise di tagliar corto e si cavò dagli impicci col celebre assioma: Il Tempo?, pare abbia detto. Se nessuno me lo chiede so cos’è, ma appena me lo chiedono non lo so più.

Espediente retorico applicabile ai più svariati campi – dall’amore alla pace dei sensi – e copiosamente adoperato dagli studenti di terza media da lì in poi, anche se, pare, non con la medesima fortuna.

I Tempi cambiano.

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Milano sembra diversa da quella che ricordavo (sono stato via per un po’), sarà il Tempo. Prima di partire feci in Tempo a vedere, partecipare, auspicare, sognare, toccare con mano un cambiamento epocale, quanto meno per il sottoscritto. Dall’era Moratti a quella Pisapia. E una ventata di aria pura che scompigliò i capelli persino alla madonnina quel giorno in Piazza Duomo, dalla quale non mi sono ancora del tutto ripreso. Tempi nostri, all’insegna di altri Tempi. Il loro Tempo assoluto in confronto col nostro Tempo relativo, per dirla con uno dei buonTemponi di prima.

Prendo il tram (non si è di ritorno a Milano finché non si è preso il Tram). Anzi, prendo un biglietto per il tram (non si è cittadini di Milano se non si prende il biglietto per il tram), e all’improvviso il Tempo mi zompa addosso. Continuo a non sapere cosa sia. In compenso so quanto costa. Me lo dice l’ATM: euro uno e cinquanta (1,50) ogni settantacinque minuti. Cinquanta per cento in più di quanto costasse ai miei Tempi. Ora il dubbio è: quando compero settantacinque minuti (sborsando unoecinquanta (1,50) sto comperando all’azienda municipalizzata un tempo che da lì in poi mi appartiene e quindi posso adoperarlo come voglio oppure è l’azienda che acquista, con i miei soldi, un sessantesimo della mia giornata? Questioni di lana caprina. Trovare qualcuno che possa spiegarmelo porterebbe via un sacco di Tempo, e a questi prezzi sarebbe un suicidio. Scelgo quindi la prima, mi sembra più digeribile. E siccome provengo anch’io dal terzo mondo (come il Sant’Agostino), dove non si butta mai nulla, decido che sprecare quel Tempo che ho pagato salatamente sarebbe un’eresia. Così, quando mi avanzano – come succede spesso – dei brandelli di Tempo nel biglietto che ho appena comperato, e obliterato (che parola odiosa), decido di donarlo al primo sconosciuto che trovo, quello sempre in fila per salire, che attende la mia discesa. Eccoti 25 minuti (o 15, o 10, fate voi) di quelli che ho già pagato, e obliterato, e che scialacquo ogni giorno a un ritmo esasperante. Poi, quando i ruoli s’invertiranno farai in Tempo a sdebitarti.

Lo so che l’ATM (e forse persino Pisapia) avrebbero qualcosa da ridire davanti a una iniziativa del genere. Loro vengono da un altro Tempo. Per essi il loro ha un prezzo e il nostro un valore diverso. Io continuo con l’idea che una volta pagato il mio dazio, comperato il mio biglietto, acquistato il mio Tempo, sono padrone di regalarlo a chicchessia. “Il Tempo è autocoscienza, sosteneva il Plotino, principio stesso dell’Io”.

Causalità della causa, appunto.

Lo capiranno col Tempo.

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2 responses to this post.

  1. Posted by lisa on settembre 29, 2011 at 5:32

    Non concepisco il fatto di essere così palesemente derubata da questo ente e che come me tantissima gente prende la metropolitana con l’aumento del 50% del biglietto per fare 1 sola fermata..

    ad aggiungersi a questo ci sono i controllori in borghese che ti fermano in qualsiasi momento con aria minaccioso e da superiori.. oltre ad essere aumentato il biglietto che prima da sesto rondò a sesto fs era di 1,20€ ad 1,50€ RIBADISCO PER UNA SOLA FERMATA!! è aumentata anche la multa che da 34€ è aumentata a 51,50€.

    Ovviamente lo sò perchè mi sono presa la multa. Io non sarò stata corretta a non convalidare il biglietto che avevo nel portafoglio con la speranza di risparmiarmelo per il mattino dopo, ma l’ATM è a dir poco disonesta, sono ladri autorizzati!!!

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  2. Posted by roberta on ottobre 24, 2011 at 5:32

    Bene…anzi sempre peggio…confermo l’importo della multa…ben 51,50..l’ho presa sabato a sesto rondò e mi stavo recando con il mio bimbo da mia mamma….avevo pensato prendo i mezzi prima il treno delle nord e poi metropolitana onde evitare di prendere la macchina inquinare traffico etc etc….da fuori milano treno e quindi biglietto…arrivo a cadorna e senza pensarci oblitero un carnet da 13,80….una volta arrivata a rondò tiro fuori i due carnet da 10 corse che avevo in tasca (lavoro a milano e quindi….) e solo in quel momento una volta che il tizio me lo fa presente….accidenti valeva solo fino a marelli e che cavolo…gli dico sono partita quasi un’ora fa con i mezzi ho obliterato a cadorna in buona fede….non abito più a sesto da un anno…e quindi non mi è proprio venuto in mente….dopo una vita passata a comprare settimanali e biglietti extra urbani….e mai preso una multa….ho obliterato e quindi pagato la corsa…chiedo se può chiudere un occhio veramente non mi è venuto proprio in mente…e molto freddamente…signora sono 51 e rotti li paga subito?!!!??…siete a dir poco intolleranti e a vedere tutti quelli che diversamente da me addirittura scavalcano pur di comprare un biglietto…e non hanno neanche i propri documenti….mi costava sicuramente meno prendere la macchina…il pieno c’era e i documenti erano in regola!!!! ladri ladri ladriiiiii

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