I moderati –

Cosa vorrà mai dire essere moderati?

Mangiare con moderazione? Bere con. Viaggiare con. Indebitarsi con. Odiare con. Disprezzare con. Innamorarsi con. Fare l’amore con. Ecc ecc con.

Devo essere stato fatto male, ma di moderati ne ho frequentati pochi nella mia vita (e quei pochi mi sono sempre risultati estremamente noiosi).

Non di rado, poi, mi è capitato di vedere la moderazione di quei pochi come un cappotto cucito su misura sulle loro gobbe di intemperanza, col quale partivano poi all’arrembaggio di quanti sotto il tetto di quella apparente moderazione trovavano desco e ricovero per le loro affrante paure millenarie. (Ops!)

Moderare [mo-de-rà-re] (mòdero) A v. tr.

1 Contenere nella giusta misura, nei giusti limiti: m. gli impeti, l’audacia, le passioni; m. le pretese, le ambizioni, gli appetiti

Temperare, misurare: m. la collera, gli eccessi

Moderare i termini, evitare di usare parole offensive

Ora ho finalmente scoperto che i moderati sono tanti (ci volevano queste benedette elezioni amministrative di Milano). Addirittura un intero popolo, cioè quello italiano, o milanese, o giù di lì. Se l’è minga suppa l’è pan bagnàa, come dice il mio portinaio, convinto leghista della prima ora, moderato per natura. Per fortuna di quei quattro negher del quartiere, dice lui, che se non fosse il moderato che è a più di uno avrebbe già spacàa il cranio come una zucca.

E devono esserlo per forza se tutti quelli che si prenderebbero volentieri a randellate si danno tanto da fare per strapparsi il primato della moderazione, quello che a quanto pare vale il primo premio nel torneo della pro-loco municipale. E giù quindi a sciorinare esempi di pristina moderazione, persino nel tirare lo sciacquone.

Lasciato da parte il povero Gandhi, che non si sente da un pezzo -considerato ai tempi dai britannici (loro così moderati che continuano a mantenere una regina con tutto il suo parco giochi incluso) un pericoloso estremista – e il Dalai Lama, che in omaggio alle autorità cinesi ormai non viene più nominato, gli esempi si sprecano.

Se c’è una nazione moderata, alla quale tutte le altre vogliono somigliare, quella è la vecchia America, chiamata da certi estremisti gli States, o Yanqueelandia, che dir si voglia. Ecco una nazione con un presidente come si deve, moderato e conciliante, non per niente gli hanno dato il Nobel per la Pace, che son mica noccioline, come direbbe un noto agitatore nostrano.

Bisogna vedere con quanta conciliante moderazione seguiva alla tv la puntata finale dello show che ha inchiodato l’intero suo paese davanti allo schermo. Alla fine, moderatamente, ha annunciato a tutti, con un certo sollievo, che l’imputato principale nel processo era stato fatto fuori chirurgicamente, e il suo corpo fatto sparire per l’eternità. Ma senza che mai gli si scompigliasse un capello e col panciotto abbottonato a dovere.

Quando si dice la.

Da noi c’è il Vaticano, che si potrà dire quel che si vuole ma moderato come lui ce ne sono pochi. Ogni cosa viene detta a bassa voce, come si conviene. Ogni dettaglio misurato, ponderato, tumulato a divinis. Quasi un confessionale. Una miracolosa lavanderia con sovranità extraterritoriale per i panni sporchi dell’intera creazione. Dalle dicerie sullo Ior e il preclaro Marcinkus alle calunnie sui preti pedofili. Le amicizie poco raccomandabili. I buchi neri e le colombe bianche. Roba d’altro mondo, ma altamente moderata.

Tutto intorno, l’Italia in miniatura. In piena maratona cittadina. Quella indignata a divinis, e quella aggrappata alle tradizioni. Che non si sa quali siano, perché la confusione è tanta, ma fanno tanto moderati, e quest’anno è di moda. Anzi, alla prima della Scala il 7 dicembre farà furore.

Quella veste democratico-cristiana che tanto giova alla figura. Per questo la adottano tutti. E tutti campano alla grande in questo benedetto angolo di paradiso. A patto che siano moderati. Frugali. Quasi asettici. Chi non lo era viene presto geneticamente modificato, non appena gli piazzano la poltrona d’ordinanza sotto le onorevoli chiappe.

Sarebbe da inserire come materia a scuola, la moderazione. Chissà che alla ministra Gelmini non venga un’illuminazione.

Un fulmine a ciel sereno.

Che prenda l’intero pacchetto e ce li tolga dalla vista una volta per tutte.

Ecco, lo dicevo. Sono fatto male. A me questo discorso della moderazione non mi riesce.

Forse nella prossima vita.

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