Epistolario essenziale

14/giugno 2010

Onorabilissimo Signor Ministro degli Divini Interni, Eccellentissimo Correligionario:

saprete scusare quest’umile funzionario se, con la presente, si permette di sgraffignare qualche istante del vostro inestimabile tempo. Motivo della stessa è quello di approfondire (in via del tutto ufficiosa, beninteso) alcuni dei ragionamenti sui quali abbiamo avuto già opportunità di confrontarci in occasione dell’ultima riunione assieme al Cast Governativo al completo. Fatto è, integerrimo Collega, che, per dirla in soldoni, qui bisogna decidersi a fare qualcosa di concreto, o la va o la spacca, perché (detto tra noi) se le cose continuano di questo andazzo, tra un po’ ci troveremo con le pezze al culo, figurativamente e con rispetto parlando, che questo della sorveglianza dei cancelli esterni, come potrete ben comprendere, è mestiere che logora e imbarbarisce l’eloquio. Dunque, dicevo, è un viavai che non finisce più. Arrivano da tutte le parti, alcuni perfino con la raccomandazione in tasca, e, devo dire, ultimamente sono state messe in atto alcune iniziative che, non fosse per l’alto incarico che sono chiamato a rivestire, oserei definire come prese direttamente col deretano (sempre con rispetto). Insomma, per farla breve, com’è ormai noto tra gli addetti al lavoro, dopo spossanti trattative con la concorrenza, abbiamo dato avvio ai respingimenti di massa. Non appena li vedevamo arrivare, questi selvaggi, bùm, piombavamo su di loro in piena notte e quando volevano capire qualcosa si trovavano già sbarcati dall’altra parte. Siamo mica arrivati in Paradiso?, chiedevano gli illusi. Tranquilli fratelli, tranquilli, che prima o poi ci arrivano tutti. Poi, quando cominciavano a percepire il caldo erano già belli e pronti, serviti e impacchettati. Dopo un po’, però, cominciarono le proteste. Che di qui, che di là. Ora mi è stata appena recapitata una circolare del Capo che consiglia di agire con circospezione. Lei cosa ne pensa, Collega? Quali altri provvedimenti potrebbero essere presi in considerazione per cercare di mettere freno a questa barbarica dissenteria? (Idem come sopra). Pace e bene.

Firmato On. San Pietro  – Ministro della Difesa Celestiale Cancelleria

20/giugno 2010

Gentilissimo Signor Ministro della Difesa Celestiale, Spettabilissimo Collega:

Come saprete, vengomi adoperando da parecchio tempo in questo non facile lavoro di indurre a un epocale ripulisti in questo (diciamocelo pure) scompigliato Empireo. Abbiamo entrambi un arduo compito da portare a termine. Voi a respingere Unni alla frontiera, io a cercare di rendere loro la vita impossibile in modo di convincerli a tornare al più presto a casa propria, che tutta quella pubblicità sulla Beatitudine eterna e la Letizia generalizzata ha fatto il suo tempo, come d’altronde ogni altra promozione di quelle escogitate in passato dalla sinistra e che tanti mali hanno arrecato a questo operoso Eden. Innanzitutto ho proposto al Divino Consiglio l’introduzione di una tassa imponibile a tutti quelli che, bene o male, sono riusciti a infiltrarsi, in modo di risarcirci almeno in parte per le rotture. Siamo riusciti a istituire, inoltre, non senza fatica, un corpo speciale addetto alla sicurezza che abbiamo chiamato le Ronde Oltremondane. Qualcuno non era d’accordo, ma dopo le sfuriate del Ministro della Funzione Celestiali, l’Eccellentissimo San Cono, sull’inoperosità di certi quadri dell’Edenica Amministrazione, siamo riusciti a incanalare verso quelle funzioni (senza spese aggiuntive) uno stormo di arcangeli agguerriti che si sono messi all’opera con insospettabile entusiasmo. Altro che fannulloni e strimpellatori a tradimento! Che dire, Inestimabile Collega? Per fortuna in questa valle di lacrime c’è ancora chi regge un bel paio di cosidetti sotto la talare veste. Sia sempre lodato Lui.

Firmato On. San Vittore – Ministro degli Divini Interni

28/giugno 2010

Immaginifico Signor Ministro degli Divini Interni, Inarrivabile Collega:

non posso descrivere il sollievo che le parole appena lette producono nell’animo di questo umile servitore delle celeste sfere. È oltremodo rassicurante pensare che al di là del nostro quotidiano impegno, e delle batoste che spesso siamo costretti ad incassare, c’è una seconda linea di contenimento dietro le amate trincee. Come accennavo nella precedente, il nostro lavoro si è reso ulteriormente difficoltoso a seguito di alcune prese di posizioni e/o iniziative del nostro Rappresentante all’Estero, il quale, e non per parlare male degli assenti, una ne pensa e mille ne fa. Se si aggiunge anche il problema non trascurabile della lingua, che più di un grattacapo ci ha già procurato, (qualcuno dà la colpa ai traduttori, che non se ne trova uno come si deve, anche se bisogna dire che con il predecessore non abbiamo mai avuto di questi inconvenienti, e quello parlava pure in polacco) comunque, dicevo, dei casini che non vi dico, (con rispetto parlando) come quel giorno che si è fatto prendere la mano e alla fine, non so, lui dice che era scritto così ma il foglio non si è più trovato e il traduttore si tira fuori, comunque, a conclusione di un discorso che tutto sommato era fin lì filato liscio, invece di Roma Caput Mundi, come il traduttore giura e spergiura di avere scritto, lui non prende e non ti sputa un Romani Kapput!, con tutta la voce che aveva in corpo? E siccome c’era qualcuno che rideva, e applaudiva pure, (era presente una delegazione delle sfere australi) rilanciò subito dopo con un Immondi! e altri epiteti di provenienza ignota, che abbiamo dovuto intervenire con una paralisi temporanea in modo di dare occasione a qualcuno di riportarlo dentro. Non vi dico, Ineguagliabile Collega, la figuraccia. Ci siamo quasi giocati i banchieri della capitale, quel giorno, e persino il Sindaco ha chiesto spiegazioni. Alla fine siamo riusciti a metterci una pezza, ma comunque, ogni volta che apre bocca noi stiamo col cuore in mano. E poi, per tornare al fatto della difesa dei confini, insomma, come riferivo nella precedente, i respingimenti vanno avanti, anche se, posso assicurarvi, Preclaro Amico, che il compito non è per niente facile. Se quelli della concorrenza chiudessero le porte, (come ogni tanto minacciano di fare) mi vogliono dire coloro che tanto gusto provano a protestare, dove gli mettiamo questi sciagurati? In Purgatorio non c’è posto neanche per grattarsi. Abbiamo accatastato tutti per benino, ma lo spazio è quello che è e i miracoli (qui lo dico e qui lo nego) non sembra in grado di farli più nessuno. E anche su questo avrei qualcosa da ribadire sul nostro Mandatario all’Estero. Senza consultarsi con nessuno, qui quantomeno non è arrivata manco una circolare, lui non prende e non ti cancella il Limbo? Così, trac! Che, dico io, male non faceva e per noi era un disimpegno mica da buttare via, un ripostiglio temporaneo dove avevamo già sistemato un sacco di infedeli, un po’ alla buona, quello sì, ma con il vantaggio che là nessuno metteva becco, e non c’erano né registri né visite guidate di commissioni vattelapesca, quelle specializzate nel frantumare i sottostanti a chi lavora onestamente, sempre con rispetto parlando. Tenetemi aggiornato, vi scongiuro. E vivissimi complimenti per il lavoro svolto. Come diciamo da questi parti, un rimpatrio al giorno, leva i diavoli di torno. Sempre sia lodato.

Firmato On. San Pietro – Ministro della Difesa Celestiale – Cancelleria

2/luglio 2010

Onoratissimo Signor Ministro della Difesa Celestiale, Preclaro Collega:

si fa quello che si può, solo che noi lo facciamo con il cuore. Lei si lamenta di chi rema contro. La capisco. Neanche da queste parti è tutto rose e fiori. Non tutti i capi dicastero si applicano con la dovuta energia al compito che è stato loro affidato, e con alcuni sembra di parlare in cinese. Non più tardi di qualche giorno fa ho dovuto fare intervenire il Capo in persona perché non c’era modo di convincere la Sig.ra Ministro delle Rare Opportunità, la Eccellentissima Santa Rella, che i respingimenti non centrano niente con le molestie sessuali. Non le dico. Quella, non appena li ha sentiti nominare si è alzata come una furia e si è dichiarata subito contro. Alla fine, con l’aiuto di un dizionario e una provvidenziale telefonata del Boss siamo riusciti a farla rientrare nei ranghi, ma non è per niente facile, glielo posso assicurare. Comunque il PPS (Pacchetto della Proverbiale Sicurezza) è praticamente cosa fatta. Glielo spedisco in allegato.

Firmato On. San Vittore – Ministro degli Divini Interni

4/ Luglio 2010

Meritevolissimo Signor Ministro degli Divini Interni, Edificante Compagno (con rispetto parlando) di Fatiche:

ho letto con grande attenzione il testo del PPS, e mi lasci esprimere, Caro Collega, le mie più sincere congratulazioni. L’intero provvedimento merita un collegiale plauso, anche se si trovano, all’interno, delle chicche degne di essere sottolineate a dovere, e non ho dubbi, Encomiabile Confidente, sul fatto che sarà la storia a farlo. Trovo particolarmente esaltante, ad esempio, quella norma che stabilisce il divieto di rilascio di un regolare Permesso di Celestiale Soggiorno (PCS) a individui privi di domicilio in loco, seguita di quell’altra che vieta a chicchessia di fornire locazione a chi non in possesso del suddetto Permesso. Ci sarà mai stata nei moderni stati del Creato, normativa così lungimirante? Non voglio qui dilungarmi, Esimio Magister, l’intero documento getta un fascio di luce sui nostri giorni a venire. Anche se, detto inter-nos, quella postilla che porta da 60 a 180 giorni il periodo di reclusione di questi disperati nei CPE (Centri di Permanenza Estemporanea) qualche problema di stoccaggio forse ci porrà. Ma rimettiamoci al lavoro. A gente di buona volontà come noi, la difficoltà fa un baffo (con rispetto parlando). Pace e bene, Inappuntabile Consociato. E sia sempre lodato Lui, che ci protegge e ci illumina.

P.S. Sono stato ulteriormente toccato dalla reintroduzione di quella sacrosanta regola che punisce il reato di Oltraggio ai Celesti Ufficiali, e che qualche mente bacata (di quelle di sinistra memoria) aveva ben pensato di revocare. Ora ci dovranno riflettere due volte prima di aprire bocca. Applicato a dovere, questo sano principio di civiltà sarà di inestimabile aiuto nelle nostre fatiche quotidiane, fino all’agognato momento in cui, tra i circuiti cerebrali di questa ciurma acculturata, saremo riusciti a stampare l’antico moto dell’Uso ad ubbidir tacendo che tanti lustri ha dato alla Benemerita e ad altre sacre istituzioni di veneranda memoria. Comunque questi sono dettagli passibili di aggiustamento strada facendo. Ad Maiora. In ogni modo, come stabilito, niente di tutto ciò è stato mai detto. Questo carteggio non ha mai avuto luogo. Pace sempre e tanto bene, e che venga un colpo a chi si permette di diffondere notizie prive di fondamento.

Firmato (Omissis)

6/ Luglio 2010

Collaudatissimo Signor (Omissis), Lungimirante Collega:

Parole Sante.

Firmato Ibidem

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One response to this post.

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