In onore di Sakineh – La pena di morte nel mondo – (Per le anime pie che hanno appena scoperto la sua esistenza)

I razzisti e l’America del corporativismo giustificano con sempre maggior convinzione l’uso della pena di morte e la costruzione di carceri di massima sicurezza, poichè le carceri sono parte del loro sistema di di sfruttamento. I detenuti sono una forza-lavoro gratuita.

La pena di morte continua ad uccidere minori e malati mentali, benchè questo sia espressamente proibito dalla legge internazionale. L’ultimo emblema che attende i condannati a morte americani è una croce sulla quale non si può apporre il nome. Solo una X su una croce bianca ricorda che la persona è stata giustiziata. Molti condannati a morte si ammalano con facilità a causa della depressione e delle condizioni igieniche terribili.

In Oklahoma, Jim Fitzgerald ha avuto una gamba fratturata dalle guardie carcerarie che “volevano dargli una lezione”. L’Oklahoma sta anche cercando di abbassere l’età minima per essere condannati a morte.

In Illinois, John Pecoraro, è da mesi in isolamento. Le guardie gli hanno sequestrato i pennelli con cui dipingeva in quanto “arma impropria”.

In Florida, lo scorso giugno, le guardie carcerarie hanno ucciso a calci il prigioniero Valdez. Lo scorso luglio, Allen Davis ha dovuto essere trasportato alla sedia elettrica su una carrozzella. Una giornalista ha assistito alla sua esecuzione ed è rimasta atterrita: Davis ha buttato sangue dalla bocca ed è morto tra atroci sofferenze. Pesava quasi 200 chili, era incapace ormai di muoversi ma la legge lo considerava “pericoloso socialmente”. Tra pochi giorni in Florida verrò ucciso Provenzano, un altro malato di mente e subito dopo verrà ucciso Paul Scott, assolutamente straneo al delitto di cui è accusato. Lo sanno perfino i giudici, ma il governatore si è rifiutato di riaprire il suo processo.

In Tennessee lo scorso 10 maggio, Jeff Dicks è morto nella sua cella dopo una detenzione di 21 anni e vari rinvii. Le autorità del carcere si giustificano dicendo che il regolamente non consente di attuare terapie sui condannati, in quanto consente solo la somministrazione di palliativi che possono dare un sollievo momentaneo.

In Missouri, il presidente dell’Unione Lavoratori è in carcere da mesi, in isolamento totale. Jerome White-Bey è accusato di attività sovversive. Non gli sono state date spiegazioni se non che il numero dei reclami che White-Bey inoltrava aveva motivato questo provvedimento. Jerome non ha violato neanche uno dei regolamenti assurdi del carcere, ma è tuttora isolato. Da anni prestava la sua opera per aiutare i malati di mente in carcere, i giovani, ecc.

In Montana, LeRoy Schweitzer è stato sottoposto a raffreddamento. La temperatura della sua cella è stata portata a -25 . Il ragazzo è stato messo nudo nella cella gelata e “raffredato” per spezzarne la resistenza. Gli è stato negato ogni contatto con la famiglia.

In Texas gli abusi sui condannati a morte sono quotidiani. Spesso i condannati chiedono di essere aiutati a far conoscere la realtà della loro vita quotidiana. Nessun condannato a morte in Texas ha la possibilità di mantenere parte della sua dignità. La morte comincia anni prima dell’esecuzione. I condannati vanno a morire dopo aver vissuto anni in condizioni di degrado. Lon scorso anno, in luglio, Emile Duhamel è stato trovato morto sul pavimento della cella. Duhamel soffriva di demenza ed era sordo. Da libero, era entrato ed uscito di continuo da ospedali per malattie mentale. Almeno 30 degli stati americani non hanno una vera legge che stabilisca che non si possano uccidere i malati di mente. Il prossimo 13 gennaio in Texas verrà giustiziato Johnny Paul Penry, gravemente malato di mente. Io stessa ho avuto due colloqui con questo detenuto, che pare non comprendere neanche le più elementare nozioni. Nonostante questo, la Corte Suprema già nel 1989 aveva stabilito che giustiziare i malati di mente non è contro la legge. L’Associazione Americana dei Ritardati Mentali ha protestato, ma la loro protesta non è stata ascoltata. Terry Washington, con una comprensione pari a quella di un bambino di sei anni, è stato giustiziato il 6 maggio 1997. Johnny Frank Garrett, nonostante gli appelli alla clemenza, è stato giustiziato. Non è MAI stata chiesta una commutazione di sentenza in Texas. Molte esecuzioni hanno avuto per protagonisti degli innocenti.

Molti passano la notte ad urlare. Chi mostra disagi mentali è sotto continua sorveglianza, molti vengono picchiati a sangue dai loro carcerieri. Uno di loro avuto le mani fratturate dalle guardie che gli avevano sequestrato anche il bicchiere per impedirgli di bere. Le guardie carcerarie svegliano i detenuti ogni 40 minuti e chiedono la loro identità interrompendo il loro sonno e causando altre turbe mentali. Le donne condannate a morte in Texas subiscono irruzioni nelle celle ogni notte. Le guardie lanciano lacrimogeni nelle celle senza motivo (celle di poco più di due metri). I condannati a morte in Texas sono oltre 400. Il governatore dello Stato è stato sorpreso da un giornale locale a fare l’imitazione di Karla Tucker, mentre scimmiottava simulando una voce femminile : “non uccidetemi!”.

Le donne nel braccio della morte devono lottare quanto gli uomini. Le guardie sottopongono quotidianamente le donne condannate a morte a violenze sia fisiche che verbali. Nessuna di loro ha la possibilità di avere accesso alle cure mediche se non dopo giorni e giorni di richieste. L’igiene delle celle è inesistente.

Con il sostegno di un forte movimento molte esecuzioni potrebbero essere almeno ritardate, in attesa di una moratoria. Senza sostegno i condannati a morte non hanno speranze perchè molti non sono in grado di sollecitare attenzione sulle loro condizioni. L’estate , con una temperatura oltre i 45 gradi, i condannati possono bere acqua una sola volta al giorno. Molti esprimono il loro dolore e la loro disperazione urlando continuamente. Igiovani vengono sistematicamente e continuamente violentati. Nel 1997, 14 detenuti hanno scelto di essere giustiziati perchè era diventato per loro impossibile vivere in condizioni tanto aberranti.

Molti condannati a morte desiderano ricevere lettere. Molti condannati a morte hanno grande talento artistico. Il sostegno di amici lontani è consolante per tutti i condannati a morte.

La pena di morte in America non è una questione di “diritto interno”. Quasi tutti i paesi del mondo non giustiziano i minorenni, ma l’America ha rifiutato di ratificare il protocollo che riguarda questa questione.

La giustizia dovrebbe significare uguaglianza, ma questa uguaglianza si è fatta rarissima. La pena di morte non ha NIENTE a che vedere con la giustizia e l’uguaglianza.

Chiediamo a coloro che hanno voglia di combattere contro le mille atrocità che i quasi 4000 condannati a morte in America subiscono in continuazione di offrire la loro solidarietà scrivendo ai condannati ed aiutando la nascita di una newletters sulle condizioni nei bracci della morte americani. Chiediamo a chi può si apportare le proprie idee e la propria energia a questa lotta.

Chiunque decida di scrivere ad un condannato a morte può rivolgersi alla e-mail di questo messaggio. Presto avremo una pagina web che sarà aggiornata quotidianamente su quanto avviene nei bracci della morte.

Grazie a chi offrirà il proprio sostegno.

Bianca Cerri

Coordinatore Bannister FoundationCoalizione Italiana Contro la Pena di Morte negli U.S.A. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: