IGNAZIO BUTTITTA – NUN SUGNU PUETA

Non posso piangere,

ho gli occhi secchi,

e il mio cuore è una pietra pesante.

La vita m’ha ridotto

arido e spezzato

come una carrettata di brecciame.

Non sono poeta;

odio l’usignolo e le cicale,

il venticello che carezza l’erba

e le foglie che cadono con l’ali;

amo le bufere,

i venti che disperdono le nuvole

e puliscono l’aria e il cielo.

Non sono poeta,

ma nemmeno

un insipido pesce d’acqua dolce;

sono un pesce selvatico

abituato ai mari profondi.

Non sono poeta

se poesia significa la luna che pende

e impallidisce le facce degli amanti ;

la mezza luna mi piace quando splende

dentro il bianco dell’occhio del bue.

Non sono poeta;

ma se è poesia

affondare le mani

nel cuore degli uomini che soffrono

per spremerne il pianto e lo sconforto;

Ma se è poesia sciogliere il cappio agli impiccati,

aprire gli occhi ai ciechi,

dare l’udito ai sordi,

rompere catene e lacci e nodi:

(un momento che scoppio)…

Ma se è poesia

chiamare nelle tane e nelle grotte

chi mangia poco e veleno inghiotte;

chiamare gli zappatori

curvati sulla terra

che succhia sangue e sudore;

e strappare dal fondo delle zolfare

la carne cristiana

che cuoce nell’inferno:

(un momento che scoppio!) …

Ma se è poesia

volere mille

centomila fazzoletti bianchi

per asciugare occhi gonfi di pianto;

volere letti morbidie

cuscini di seta

per le ossa storcigliate di chi lavora;

e volere la terra

un tappeto di foglie e fiori

che rinfreschi lungo il cammino

i piedi nudi dei poveri:

(un momento che scoppio!..)

Ma se è poesia

farsi mille cuori e mille braccia

per stringere povere madri

inaridite dal tempo e dalla sofferenza

senza latte alle mammelle

e col bambino in braccio:

quattro ossa strette

al petto assetato d’amore:

(un momento che scoppio!…)

Datemi una voce potente

perché mi sento poeta:

datemi uno stendardo di fuoco

e mi seguano gli schiavi della terra,

una fiumana di voci e di canzoni:

gli stracci all’aria

gli stracci all’aria

inzuppati di pianto e di sangue.

– Settembre 1954 – Tratto da: “Lu pani si chiama pani”





Annunci

One response to this post.

  1. Posted by borina on giugno 14, 2012 at 5:32

    se ti tocca il cuore e ti fa riflettere dimmi non è poesia o è poesia

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: