Se tu non mi piantassi in pieno ventre

Se tu non mi piantassi in pieno ventre
questo fiacco mattino
piombo e sale
se ti degnassi almeno di alleviare
le abituali magagne del risveglio
le lagne di novembre
i toni del telefono
arroganti
indecisi
sotto il peso dell’indice o del medio
i libri
allineati a caso lungo lo scaffale della cucina
i panni appesi
odoranti a muffa e minestrone
quei corpi senza storia
sparpagliati
tra le pieghe delle lenzuola
aggrappati alla mia anima
nauseabonda
distante
il gelo dell’acciaio tra le scapole
i soliti chi eri
chi sei
da dove vieni
come ti chiamavi
allora
quando c’erano ancora specchi per riflettere
la vastità del nulla
se tu accettassi divenire vento sabbia
fumo o serpente
ovatta
soffio di cenere sui miei mille occhi socchiusi
forse
chi lo sa?
potremmo diventare un’ombra sola
punto e da capo
giorno che adori la mia tristezza.

Despuès de medianoche, Milton Fernàndez

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