Non ce la fanno più le parole

Non ce la fanno più
le parole
a mantenere il passo

sono esauste avvilite
prosciugate
hanno un nodo alla gola
le parole

occorrerebbe esimerle dai lavori forzati
redimerle strapparle
al ventre molle degli avvocati
alla lingua di vetro dei politicanti
ai trafficanti di morte
ai piazzisti di notizie a buon mercato
all’oltraggio del ciarlatano e dell’imbonitore
al venditore di cianfrusaglie
al boia di stato
al camaleonte
al delatore
al vigliacco con il culo al caldo
sotto il sudario
delle parole

cominciano a marcire in bocca
le parole
ai rimaneggiatori della storia ad uso
ed abuso del padrone di turno
ai pigmei della guerra retorici
boriosi onnipresenti
ai teorici del coraggio
traboccanti di lacrime di solennità e di fermezza
sui corpi trucidati dei figli altrui
ai forgiatori di meacolpa d’occasione
ai carnefici della verità
ai loro mandanti nascosti
ai ladri
ai carcerieri
ai mendicanti
di parole

bisogna che la smettano
di una volta per tutte

sono afflitte
nauseate
stanche da morire
le parole

Nemesis, Milton Fernàndez

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