Negritudine – Aimé Cesaire


E siamo ancora in piedi, il mio paese ed io, capelli al vento, la mia piccola mano ancora sul suo pugno enorme e la forza, che non è in noi, ma al di sopra di noi,
in una voce che crivella la notte e tutti i suoi astanti come la puntura di una vespa apocalittica.
Quella voce sentenzia che l’Europa ci ha per secoli rimpinzato di menzogne e gonfiato di pestilenze,
poiché non è affatto vero che l’opera dell’uomo è finita
che noi non abbiamo nulla da fare nel mondo
che siamo i parassiti del mondo
che è sufficiente che ci mettiamo al passo col mondo
ma l’opera dell’uomo è appena incominciata
e sta all’uomo vincere ogni divieto conficcato negli angoli del suo fervore
perché nessuna razza possiede il monopolio della bellezza, dell’intelligenza, della forza
che c’è posto per tutti all’appuntamento con le conquiste
e noi sappiamo ora che il sole gira attorno alla nostra terra rischiarando quel terreno che soltanto la nostra volontà saprà delimitare,
e che le stelle cadranno dal cielo sulla terra al nostro comando, senza più limiti.

Aimé Césaire, Martinica -26 giugno 1913 – 17 aprile 2008
(Trad. di M.F.)

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