Dì pure che ti annoio

Dì pure che ti annoio se dico che alla fine
si vive di espedienti
alla buona di dio
appesi al calendario
a caccia di un rinvio per la resa dei conti

ma che ci posso fare se mi si tura il naso
e tiro pugni al vento

dillo pure
divago

sarà che sono stanco
di scambiare gingilli
coi mercanti del tempio

scusa
amore mio
non so cosa mi prende

mettiamo forse il tempo
che butta giù l’umore
un calo degli zuccheri
forse un’indigestione
o il traffico in uscita degli affanni
del cuore

diciamo che era un giorno così
da porcocane
uno di quelli in cui fa male
persino il soprannome
e amarti è all’incirca
un’eccezione

diciamo che ora basta
ci sei
e mi abbandono

forse fa parte del mio salario d’uomo
la fine di giornata
e la sontuosa intimità del tuo sorriso
che la dilata
e la sbiadisce

mettiamola così
ora depongo domande ed argomenti
fino al prossimo incontro
la scampo
non che di per sé la cosa diventi
necessariamente un vanto
ma torno a casa con la pelle intera
stasera
socchiudo la finestra
ti abbraccio e mi disperdo
nel fiordo
sconfinato
del
tuo
grembo

Piel y entonces, Milton Fernàndez

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