Il marinaio – Fernando Pessoa


Un giorno che pioveva molto e l’orizzonte era quanto mai incerto, il marinaio si stancò di sognare. Comincio allora a cercare di ripensare la sua vera patria, ma capì che non riusciva a ricordare nulla, che essa non esisteva più per lui… L’unica infanzia che riusciva a ricordare era quella trascorsa nella sua patria di sogno; l’unica adolescenza che gli tornava in mente era quella che lui stesso si era creato… Tutta la sua vita non era altro che quello che aveva sognato. E pensò che, in verità, forse un’altra vita non era mai esistita, visto che nemmeno il nome di una strada riusciva a ricordare, né quello di una persona, né un gesto materno… mentre in quella vita che aveva creduto di sognare tutto era così reale che doveva essere per forza vero! E non poteva nemmeno sognare un altro passato, concepire di avere avuto uno diverso, come tutti quanti, in un certo momento della loro vita possono arrivare a credere… Oh, sorella mia, sorella mia…. C’è qualcosa – io non so cosa sia – che non ti ho detto… qualcosa che avrebbe potuto spiegare tutto quanto. Mi si gela l’anima. Riesco a capire, a malapena, di averti parlato… Parlami, sgridami, è necessario che io mi svegli, affinché possa io essere sicura di essere stata qui, davanti a te… e del fatto che i sogni non sono altro che sogni…

Fernando Pessoa
Il marinaio – (Trad. di M. F.)

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