EN ESOS DIAS (In quei giorni) – Uruguayito del Sud


Ho un amico che non conosco, (magie del web). Non so nemmeno come si chiami. Si firma Uruguayito del Sud, e un giorno chiese la mia amicizia in Facebook. Da allora mi ha fatto recapitare note piene di passione per la vita, che io sono stato contento di condividere, così com’erano arrivate, cioè in spagnolo. Stasera mi sono permesso di tradurre questa. Perchè mi ha commosso, e perché la trovo intrisa come non mai di quella passione che contraddistingue la mia gente e che alle volte mi sento mancare.
Uruguayito, perdòname el atrevimiento.

EN ESOS DIAS (In quei giorni)

Non siamo un Popolo integrato. Non siamo un Popolo. Siamo un mucchio di zombi che sgomitano schiacciati nella pestilenza delle città. Siamo tutti poveri. Povera gente. Rinchiusi nelle nostre casse di cemento guardiamo la televisione mentre il mondo crolla in pezzi. Questo è quello che noi chiamiamo famiglia? Ho sempre pensato che Freud non fece nessuna scoperta sulla natura umana. Sviscerò soltanto uomini e donne malati. Analizzò soltanto noi. La risacca di una civiltà esaurita. Violenza familiare? Ma di quale famiglia mi parlate? Solitudine a quattro. Io voglio vivere in una caseggiato sconfinato nel quale poter chiamare tutti miei fratelli. Voglio avere centinaia di nonne. Voglio poter dormire nel primo letto in cui rinvengo il sonno e mangiare alla tavola di qualsiasi essere umano. Piangono sconsolati i figli dei potenti nel loro lungo albeggiare tra lenzuola di seta. Non posseggono nulla che io possa invidiare. Cosa siamo venuti a fare, qui? Cosa ci ha portato tra questi mostri di cemento armato? Perché ci stiamo calpestando gli uni agli altri? Io non desidero nulla. Un piatto caldo e qualche straccio con cui ammazzare il freddo. E sono stufo. A questo mondo io spengo la luce. Io voglio soltanto amore. Anche se è materia fuori moda. Io voglio soltanto l’amore di tutti. E’ questa l’unica cosa che ho da spartire, l’amore e le mie mani. Quelle delle carezze, quelle delle piaghe. Abbiamo tutto in questa terra, Compagni. Tutto quello che veramente importa. Che si portino via le loro macchine assassine, i loro schermi piatti e tutti i loro giochetti ridicoli. Non voglio altro orologio che il sole, né altro profumo che quello dei gelsomini a dicembre. Davvero credete che crescendo quanto loro e risalendo al loro livello saremmo finalmente felici? No. Loro non sono felici. Sono soltanto ricchi. Abbiamo già innalzato troppo la soglia delle nostre vite. E’ tutto troppo violento. Nelle famiglie, sulla strada. Piano piano ci siamo abituati, ed è finito per diventare normale. Scusate questo ammasso di sogni. Mi sto sfogando. Quando mi sedetti a scrivere lo feci pensando alle donne maltrattate, cercando di immaginare i loro tormenti. Non riuscii a evitare di pensare che tutto quanto nasce da questo. Dal nostro tremendo sistema di vita. Se fossimo un Popolo integrato nessuno ti colpirebbe. Perché non gli nascerebbe da dentro. E se lo facesse saremmo tutti lì. Accanto a te. Ti immagino da sola. Molto sola. Verranno dei giorni in cui tutto questo non accadrà più. E in quei giorni, mia compagna, indossa un’anima nuova per il più bello dei fiori, che porterò per te.

Uruguayito del Sud.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: