Considerando a freddo…

Considerando a freddo…imparzialmente, che oggi è lunedì, che piove, che si rintana l’inizio settimana, e tutt’al più si rivedrà domani, che si festeggiano i morti, che è morta ieri una voce che non avrà uguali, e ci dovrebbe essere almeno un giorno di silenzio, perché è da ieri in lutto la lingua italiana. Considerando che tutto continua come se non fosse successo niente, ma nulla sarà più come era; che imperversano imbonitori e politicanti in ogni dove, e mi viene il sospetto che siano loro i morti, con quella faccia di cera, la loro solita espressione, i loro consigli per gli acquisti, i loro occhi senza emozioni, le loro parole senza autore, il loro seguito d’occasione.
Ripensando al fatto che nessuno di essi ha espresso indignazione per la morte di un uomo, ucciso qualche giorno fa, senza pietà nelle prigioni di Stato, (o se l’ha fatto, non è andato al di là di un discorso in senato) ma continuano a imbottirsi le fauci con il bene comune, senza capire di che materia è fatto il malessere di tutti…
Mi verrebbe da dire. Che vadano tutti a cagare! Tutti quanti.

Considerando a freddo – Cèsar Vallejo

Considerando a freddo, imparzialmente,
che l’uomo è triste, tossisce e, nondimeno,
si compiace del suo petto arrossato;
che il suo unico compito è comporsi
di giorni;
che è un oscuro mammifero e si pettina…

Considerando
che l’uomo proviene docilmente dal lavoro
e gioca a fare il capo, ma è sempre un impiegato;
che il diagramma del tempo
è costante diorama nelle sue medaglie
e, ancor, socchiusi, i suoi occhi hanno studiato,
fin da tempi remoti,
la sua formula famelica di massa…

Comprendendo senza sforzo
che l’uomo rimane, a volte, pensieroso
quasi al bordo del pianto,
e, soggetto ad offrirsi come oggetto,
diventa un buon falegname, suda, uccide,
e poi canta, e pranza, e si abbottona…

Esaminando, infine,
i suoi pezzi discordi, la sua latrina,
la sua disperazione, finito il giorno, cancellato…

Considerando inoltre
che l’uomo è in verità un animale
e, nondimeno, voltandosi, mi abbatte la sua tristezza sulla testa…

Comprendendo
che lui sa che lo amo,
che lo odio con affetto e che mi è, in fin dei conti, indifferente…

Considerando i documenti generali
e passando sotto la lente il certificato
che attesta che è nato assai piccino…

gli faccio un cenno,
viene,
e gli pianto un abbraccio, emozionato.
Ma sì! Emozionato…emozionato!

Cèsar Vallejo – Perù, ( 1892 – 1932)

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