Versi randagi

Da un’etnia di nomadi
provengo
di vecchia stirpe
raminga e disadorna

affamati di pane e d’orizzonti
all’alba di un aprile
i nonni strinsero l’anima tra i denti
e presero a cavalcare l’imprendibile

così di rada in rada
divenimmo randagi
condannati ad errare
a sparpagliare sangue e discendenza
ogni volta convinti di approdare
ma non si torna mai da noi stessi

così sperperiamo l’esistenza
in cerca di una patria
una ragione
del seno di una donna
dove ormeggiare il cuore

così invecchiamo alla rinfusa
stanchi di agognare l’infinito

così ci sfugge il tempo
azzardando radici
siamo un pugno di polvere nel vento
non ci rincorre un’ombra
non saremo felici

Paspartù, Milton Fernàndez

Paspartù, Milton Fernàndez

Annunci

One response to this post.

  1. Posted by Francesca on agosto 30, 2009 at 5:32

    con questi versi sarà più facile un giorno spiegare a mia figlia Giulia che il suo sangue è misto a quello di un papà rrom.
    perchè alla fine tutti proveniamo “Da un’etnia di nomadi
    provengo
    di vecchia stirpe
    raminga e disadorna”
    Grazie
    mamma di giulia e con nel cuore pitopito

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: