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	<title>Narragonia Express - Il blog di Milton Fernàndez</title>
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	<description>------------------------------------------------------------------------------------- Appunti (disordinati) di viaggio</description>
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		<title>Narragonia Express - Il blog di Milton Fernàndez</title>
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		<title>Ernesto &#8220;Chè&#8221; Guevara &#8211; Evocazione &#8211; Poesia inedita di addio ad Aleida March -</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milton Fernàndez</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei poeti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; La mia unica al mondo; ho estratto di nascosto dalla dispensa di Hikmet questo  unico verso innamorato, per lasciarti l’esatta dimensione del mio affetto. Ciò nonostante, nel labirinto più profondo della lumaca taciturna si stringono e combattono gli estremi del mio spirito: tu e TUTTI. Quei TUTTI che mi chiedono la consegna [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1609&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2012/02/chc3a8-jpg.jpg"><img class="size-full wp-image-1610 alignright" title="chè jpg" src="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2012/02/chc3a8-jpg.jpg?w=570" alt=""   /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La mia unica al mondo</em>;<br />
ho estratto di nascosto dalla dispensa di Hikmet questo  unico verso innamorato, per<br />
lasciarti l’esatta dimensione del mio affetto.<br />
Ciò nonostante,<br />
nel labirinto più profondo della lumaca taciturna<br />
si stringono e combattono gli estremi del mio spirito:<br />
tu e TUTTI.<br />
Quei TUTTI che mi chiedono la consegna totale,<br />
che la mia sola ombra annerisca il cammino!<br />
Ma senza truccare codici d&#8217;amore sublimato<br />
ti porto di nascosto nel mio sacco di viaggio.<br />
(Nella mia borsa di viaggiatore insaziabile io ti porto<br />
come il pane nostro di ogni giorno).<br />
Esco ad innalzare  primavere di sangue e di calcina<br />
e ti lascio, nell’incavo della mia assenza,<br />
questo bacio senza dimora conosciuta.<br />
Ma non mi è stata predetta la piazza riservata<br />
alla marcia trionfale della vittoria<br />
e il sentiero che porta al mio cammino è cosparso di ombre già funeste.<br />
Se sono destinato all’oscuro fosso delle fondamenta,<br />
mettilo da parte nell’archivio confuso del ricordo;<br />
usalo nelle notti di lacrime e di sogni…<br />
Addio, mia unica,<br />
non tremare davanti alla fame dei lupi<br />
né al freddo da steppa dell’assenza;<br />
cammini acanto a me, dalla parte del cuore,<br />
insieme andremo avanti fino a quando<br />
sfumerà  la rotta …</p>
<p>Ernesto “Chè” Guevara della Serna-<br />
Trad. di M.F:</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miltonfernandez.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miltonfernandez.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miltonfernandez.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miltonfernandez.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miltonfernandez.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miltonfernandez.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miltonfernandez.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miltonfernandez.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miltonfernandez.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miltonfernandez.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miltonfernandez.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miltonfernandez.wordpress.com/1609/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miltonfernandez.wordpress.com/1609/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miltonfernandez.wordpress.com/1609/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1609&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Moriremo migranti?</title>
		<link>http://miltonfernandez.wordpress.com/2012/01/24/moriremo-migranti/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milton Fernàndez</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ una domanda che mi pongo spesso, e spesso mi rispondo: sì. Malgrado noi stessi, e le tante nostre velleità di appartenenza a dimensioni universali. Le ragioni possono essere anch’esse molte. Come gli alibi sotto i quali siamo soliti ripararci. Come le risposte che di volta in volta rimediamo nel tentativo di alleviare i crucci. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1594&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ una domanda che mi pongo spesso, e spesso mi rispondo: sì. Malgrado noi stessi, e le tante nostre velleità di appartenenza a dimensioni universali. Le ragioni possono essere anch’esse molte. Come gli alibi sotto i quali siamo soliti ripararci. Come le risposte che di volta in volta rimediamo nel tentativo di alleviare i crucci.<br />
Per quanto possa valere il mio pensiero, credo che l’emigrazione costituisca una delle due condizioni esistenziali più segnanti che all’essere umano sia dato di sperimentare. L’altra è sicuramente la guerra. Alcuni di noi, le hanno vissute entrambe.<br />
Moriremo essendo considerati scrittori migranti? Anche questo me lo chiedo spesso. E spesso mi rispondo: spero di no. A patto di essere capaci di abbandonare (come una volta siamo stati in grado di lasciarci alle spalle una vita che non ci somigliava, quel cantuccio rassicurante nel quale ci siamo fatti confinare, di buon grado a volte, quasi senza rendercene conto altre. Quello spaccato letterario riservato ad anime dalla bocca buona e il giudizio benevolo, che ha dato nomea e sostanze a studiosi del fenomeno e a certe case editrici specializzate, che trovarono in questa branca in divenire una giustificazione alla propria esistenza sul mercato. E che fanno il diavolo a quattro pur di evitare che i loro assistiti possano uscire dal recinto in cui così generosamente sono stati ospitati.<br />
E noi? Eccoci lì, a gongolare nei quindici minuti di interesse letterario che a nessuno saranno negati, come recita il vangelo secondo Warhol.</p>
<p>Mi viene in mente una donna emigrata alla quale nessuno osò mai dare la qualifica di scrittrice migrante. Parlando di lei, una volta Borges disse: “La migliore scrittrice latinoamericana? E’ Italiana, e si chiama Syria Poletti.</p>
<p>Syria Poletti aveva superato i vent’anni quando approdò nel nuovo mondo e alla sua nuova lingua.<br />
“Quando arrivai a Buenos Aires”, disse, “portavo con me soltanto la mia vocazione, nient’altro. Pensai che se volevo essere pubblicata in castigliano, dovevo scrivere nella miglior maniera possibile. Era il contributo minimo che potevo pagare come straniera. Avevo osservato con pena che coloro che scrivono in due lingue simultaneamente, finiscono per confondere le sfumature o per imporsi una certa rigidità. Scelsi allora di esiliare l’italiano; smisi di leggere e di parlare nella mia lingua natale. Quando uno strumento ci diventa indispensabile, tutti i sacrifici che possiamo affrontare per conquistarlo, ci sembrano pochi.”</p>
<p>Per quanto mi riguarda, e per quanto impegno possa metterci nel cercare di attenuarlo, so che quel marchio di appartenenza a un fenomeno che non conosce latitudini, non sparirà mai dalla mia pelle. Sono un migrante. Sono orgoglioso di esserlo. E se credessi in un dio sarei a lui grato per il dono dei mondi che mi è stato concesso di conoscere. Spero soltanto, come fece Syria Poletti un giorno, di riuscire a raccontarli nel miglior modo possibile, nella lingua che ho scelto per vivere. Da scrittore. Semplicemente.</p>
<p>http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/16/razzismo-letterario-scrivere-in-italiano-e-non-vincere-premi/183460/</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miltonfernandez.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miltonfernandez.wordpress.com/1594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miltonfernandez.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miltonfernandez.wordpress.com/1594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miltonfernandez.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miltonfernandez.wordpress.com/1594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miltonfernandez.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miltonfernandez.wordpress.com/1594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miltonfernandez.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miltonfernandez.wordpress.com/1594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miltonfernandez.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miltonfernandez.wordpress.com/1594/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miltonfernandez.wordpress.com/1594/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miltonfernandez.wordpress.com/1594/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1594&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>La pena di morte in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 15:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milton Fernàndez</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Si hanno poche notizie sull&#8217;ultimo condannato a morte in Italia. Succede spesso così. Meno se ne parla (meno si sa), e minore è il pericolo che l&#8217;onda d&#8217;urto della commozione arrivi a scompigliare animi già messi alla prova dalla scalata dello spread e le ultime nuove di seconda mano. Quanti morti fa all&#8217;anno la macchina [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1576&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/11/saidou1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1579" title="saidou" src="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/11/saidou1.jpg?w=570" alt=""   /></a></p>
<p>Si hanno poche notizie sull&#8217;ultimo condannato a morte in Italia. Succede spesso così. Meno se ne parla (meno si sa), e minore è il pericolo che l&#8217;onda d&#8217;urto della commozione arrivi a scompigliare animi già messi alla prova dalla scalata dello spread e le ultime nuove di seconda mano.</p>
<p>Quanti morti fa all&#8217;anno la macchina della morte nelle carceri italiane? I numeri sono spaventosi. Dal 2000 al 2011, tra suicidi, assistenza sanitaria negata, pestaggi, morti per cause non chiarite, overdose, ecc, sono decedute 1902 persone.</p>
<p>Delle quali spesso ignoriamo nomi, provenienze, storie. Non c&#8217;è dolore intorno a queste morti. Non di quello telegenico, almeno. La loro sparizione è vissuta per la maggior parte della popolazione come una fisiologica rimozione di elementi spuri, un&#8217;evacuazione indolore e necessaria, avvenuta in quei anfratti nauseabondi che alcuni chiamano Carceri, altri Caserme, Centri di detenzione, Case circondariali, Prigioni, Istituti di pena&#8230; dai quali è conveniente tenersi alla larga, non sapere, non intuire, non parlare.</p>
<p>Sadiou Gadiaga era un cittadino senegalese immigrato in Italia. Aveva 37 anni. E soffriva di asma. Viene arrestato l’11 dicembre 2010 dai carabinieri di Brescia perché sprovvisto del permesso di soggiorno e già’ raggiunto da provvedimento di espulsione.</p>
<p>Non lo portano in carcere ma nella caserma Masotti, di piazza Brusato. L’uomo mostra subito il certificato medico ai carabinieri, ma viene rinchiuso comunque in una gelida cella di isolamento. Alle prime ore del mattino il senegalese ha una crisi e chiede aiuto. Aiuto che secondo un testimone arriva dopo circa 20 minuti. Il video (che gira in queste ore in rete) mostra le dita di Sadiou sporgere dallo spioncino (sono le 7.44, l’uomo sta chiedendo aiuto gia’ da parecchi minuti). Da quel momento all’arrivo del carabiniere, passano due minuti e 35 secondi. Gadiaga, uscito dalla cella, cade a terra alle 7.52: otto minuti dopo essersi sporto dalla camera. Altri 120 secondi e arrivano i medici del 118. Gadiaga e’ gia’ privo di conoscenza, per lui non c’e’ piu’ niente da fare.</p>
<p>Per fortuna, ogni tanto, i muscoli segreti di una società civile non più in grado di agguantare la nausea si mettono in movimento, e portano i panni sporchi in piazza, disseppelliscono sguardi, scrollano coscienza. Per quest&#8217;ultimo condannato a morte in un paese in cui la condanna a morte non esiste si sono mossi per prima i suoi connazionali senegalesi. A un anno di distanza il giudice istruttore aveva rubricato il decesso come morte naturale. Ora si è interessata l&#8217;ambasciata del paese d&#8217;origine di Sadiou, la quale ha chiesto chiarimenti sul caso.</p>
<p>Chissà come andrà a finire. Quante altre <em>evacuazioni</em> avverranno da qui alla fine del nuovo processo. Se qualcuno ammetterà le sue colpe. La sua negligenza. Quell&#8217;impunità che sembra essere diventata regola tra le pieghe di un potere che sempre più spesso fa a pugni col senso di umanità.</p>
<p>Si chiamava Sadiou Gadiaga, veniva dal Senegal. Morto in Italia per un permesso di soggiorno scaduto.  Aveva 37 anni.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://miltonfernandez.wordpress.com/2011/11/09/la-pena-di-morte-in-italia/"><img src="http://img.youtube.com/vi/CBmFkNKisUU/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miltonfernandez.wordpress.com/1576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miltonfernandez.wordpress.com/1576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miltonfernandez.wordpress.com/1576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miltonfernandez.wordpress.com/1576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miltonfernandez.wordpress.com/1576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miltonfernandez.wordpress.com/1576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miltonfernandez.wordpress.com/1576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miltonfernandez.wordpress.com/1576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miltonfernandez.wordpress.com/1576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miltonfernandez.wordpress.com/1576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miltonfernandez.wordpress.com/1576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miltonfernandez.wordpress.com/1576/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miltonfernandez.wordpress.com/1576/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miltonfernandez.wordpress.com/1576/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1576&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Oronzo e Tonino  – Un patto per la vita</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 16:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milton Fernàndez</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno sosteneva che non si smette mai di essere ciò che si è stato. Non ricordo chi fosse, forse me lo sono inventato di sana pianta. In parte ci credo, però. Il nostro passato è un corredo con il quale saremo costretti a fare i conti per il resto del divenire. Ci credo ancor di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1569&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:medium;"><a href="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/10/oronzo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1570" title="Oronzo" src="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/10/oronzo.jpg?w=570" alt=""   /></a><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:medium;">Qualcuno sosteneva che non si smette mai di essere ciò che si è stato. Non ricordo chi fosse, forse me lo sono inventato di sana pianta. In parte ci credo, però. Il nostro passato è un corredo con il quale saremo costretti a fare i conti per il resto del divenire. Ci credo ancor di più dopo aver sentito parlare Antonio Di Pietro in merito alla manifestazione di Roma. Uno che mi sta simpatico, il Tonino. Mi piace il suo strafogarsi con le parole, che verrebbe voglia ogni tanto di scaricargli un paccone sulla schiena onde fargli sputare quella consonante che sovente gli si conficca in gola. Mi sono ritrovato spesso d&#8217;accordo con lui. Dai tempi di Mani pulite, le manifestazioni davanti al Palazzo di giustizia a Milano, a dare manforte ai nuovi giustizieri, la sua “discesa” in politica. Ma Di Pietro è stato un poliziotto. Forse è nato così. Comunque sia, non ha mai smesso di esserlo. Ai tempi del G8 di Genova fu d&#8217;accordo con quasi tutti nel biasimare la cosiddetta (detta così da un altro poliziotto) “Macelleria messicana” (mi sono sempre chiesto se quel poliziotto avesse mai visto una macelleria messicana, o se fosse rimasto al tempi dei film di Emiliano Zapata); parlò allora dell&#8217;assalto alla scuola Diaz, di Bolzaneto, delle cariche incontrollate di poliziotti e carabinieri ai manifestanti indifesi come di una pagina oscura della nostra storia , ma si rifiutò di votare per la creazione di una commissione parlamentare di inchiesta su quei fatti. Quando si dice lo spirito di corpo. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Oronzo Reale è stato un ministro repubblicano. Dall&#8217;infanzia difficile, sospetto, per via di quel nome e le sue improbabili assonanze (si sa quanto possono essere carogne i compagni di classe). Ci lasciò una legge (la L. 152/1975) che fa onore al suo nome. Mi correggo, al suo cognome. La stessa consentiva alle forze dell&#8217;ordine l&#8217;utilizzo delle armi non solo in presenza di violenza o di resistenza, ma comunque quando si tratti di «impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona». </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Per non dimenticare quella perla dell&#8217; “arresto preventivo” (Art. 3), che prevede infatti l&#8217;arresto dell&#8217;ubriaco &#8211; 96 ore (48+48).- prima che stappi la bottiglia, anzi, prima ancora che decida di ubriacarsi, a discrezione delle forze dell&#8217;ordine. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Gli eventuali effetti collaterali non tolgono il sonno all&#8217;onorevole Di Pietro. Per lui l&#8217;unica cosa importante sembrano essere le piazze pulite. Non lo inquietano i motivi per i quali i cittadini sono usciti per strada, per cui continueranno a farlo. Le grida di impotenza di un paese sul bordo di un attacco di nervi. Il fatto che neanche un black-bloc &#8211; cioè i veri delinquenti &#8211; sia stato fermato, così come successe ai tempi del G8 genovese. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Nemmeno le statistiche che dicono che quella legge voluta da Oronzo abbia provocato qualcosa come 254 morti e 371 feriti nell&#8217;arco di 15 anni. </span><span style="font-size:medium;"><em>Effetti collaterali.</em></span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Tonino l&#8217;ha auspicata, raccomandata, desiderata, incassando l&#8217;ammirazione del ministro Maroni. Il giorno dopo, com&#8217;è d&#8217;uso, ha invocato il sacramento della Smentita , che in Italia non si nega mai a nessuno. Non sono io che mi sono spiegato male, siete voi che non capite un tubo! </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Potrebbe anche essere vero. Io però, pensando alle prossime elezioni, non so perché mi sono ricordato di un detto che ho sentito una volta in un bar di Città del Messico (quello delle macellerie, per intenderci), “qui si rischia di uscire di Guatemala per cascare in guatepeggio&#8221;. </span></p>
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		<title>Mario Benedetti &#8211; Molto più grave</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 06:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milton Fernàndez</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei poeti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutte le istanze della mia vita hanno qualcosa di tuo e questo in verità non ha niente di straordinario obbiettivamente lo sappiamo da sempre tutti e due. Tuttavia c&#8217;è qualcosa che vorrei chiarirti, quando dico tutte le istanze, non mi riferisco a quanto accade ora, questo fatto di aspettarti e alleluia trovarti, e poi mannaggia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1563&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Tutte le istanze della mia vita hanno qualcosa di tuo<br />
e questo in verità non ha niente di straordinario<br />
obbiettivamente lo sappiamo da sempre tutti e due.<br />
Tuttavia c&#8217;è qualcosa che vorrei chiarirti,<br />
quando dico tutte le istanze,<br />
non mi riferisco a quanto accade ora,<br />
questo fatto di aspettarti e alleluia trovarti,<br />
e poi mannaggia perderti,<br />
per ritrovarti ancora,<br />
e speriamo mai più.<br />
Non mi riferisco al fatto che all&#8217;improvviso dici, mi viene da piangere<br />
ed io con un discreto nodo nella gola, piangi pure.<br />
E che un bel scroscione invisibile ci ripari<br />
ed è forse per quello che appare presto il sole.<br />
Non parlo soltanto del fatto che un giorno dopo l&#8217;altro,<br />
si accresce la riserva delle nostre piccole e decisive complicità,<br />
o il fatto che io possa illudermi di riconvertire le mie sconfitte in vittorie,<br />
e che tu mi faccia il tenero dono della tua più recente disperazione.</p>
<p>No.<br />
La cosa è molto più seria di quanto appare.<br />
Quando dico tutte le istanze<br />
voglio dire che oltre quel dolce cataclisma,<br />
stai anche riscrivendo la mia infanzia,<br />
quell&#8217;età in cui si dicono cose adulte e solenni<br />
e, solenni, gli adulti le festeggiano,<br />
mentre tu sai invece che tutto ciò non serve.<br />
Voglio dire che stai rimontando la mia adolescenza,<br />
quel tempo in cui ero un vecchio carico di astio,<br />
e tu sai quanto mi costa estrarre da quel guazzo,<br />
il mio germe di gioia e annaffiarlo guardandolo.</p>
<p>Voglio dire che stai scuotendo la mia giovinezza,<br />
quella giara che nessuno prese mai nelle sue mani,<br />
quell&#8217;ombra che nessuno accostò mai alla sua ombra,<br />
e che tu invece sai come agitare<br />
fino a farle cascare tutte le foglie secche,<br />
e scoprire il telaio della mia verità senza prodezze.<br />
Voglio dire che stai abbracciando questa mia età matura,<br />
questo miscuglio di stupore e di esperienza,<br />
questo strano confine di angoscia e di nevischio,<br />
questa candela che illumina la fine,<br />
questo dirupo della povera vita.<br />
Come vedi, il problema è più serio.<br />
Ma serio per davvero.<br />
Perché con queste o con altre parole,<br />
voglio dire che non sei soltanto,<br />
quella ragazza così cara a i miei affetti,<br />
ma tutte quelle donne splendide e accorte<br />
che ho amato e amo ancora.</p>
<p>Perché grazie a te ho scoperto,<br />
(dirai, e con ragione, era già ora),<br />
che l&#8217;amore è una baia bella e generosa,<br />
che splende e si rabbuia<br />
al passo della vita,<br />
una baia nella quale le navi approdano e ripartono,<br />
arrivano pieni di uccelli e di auguri,<br />
partono tra sirene e nuvoloni.<br />
Una baia bella e generosa,<br />
dove le navi arrivano e se ne vanno.<br />
Ma tu,<br />
per favore,<br />
non te ne andare.</p>
<p>Mario Benedetti<br />
(Trad. di M.F.)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miltonfernandez.wordpress.com/1563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miltonfernandez.wordpress.com/1563/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miltonfernandez.wordpress.com/1563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miltonfernandez.wordpress.com/1563/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miltonfernandez.wordpress.com/1563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miltonfernandez.wordpress.com/1563/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miltonfernandez.wordpress.com/1563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miltonfernandez.wordpress.com/1563/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miltonfernandez.wordpress.com/1563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miltonfernandez.wordpress.com/1563/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miltonfernandez.wordpress.com/1563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miltonfernandez.wordpress.com/1563/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miltonfernandez.wordpress.com/1563/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miltonfernandez.wordpress.com/1563/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1563&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Carilda Oliver Labra &#8211; Al posto della lacrima</title>
		<link>http://miltonfernandez.wordpress.com/2011/09/30/carilda-oliver-labra-al-posto-della-lacrima/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 15:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milton Fernàndez</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei poeti]]></category>

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		<description><![CDATA[I Hugo Ania Mercier: io ti amavo amavo quel corpo di uomo agonizzante che irradiava dolor come un diamante, il tuo passo che insiste tuttavia, la tua lingua – garofano d&#8217;ironia - che cela ancora la sua sete silente e punzecchiante; la tua mano, nervosa, azzurra, da amante la cui notte del tempo è sempre [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1557&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/09/carilda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1558" title="carilda" src="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/09/carilda.jpg?w=212&#038;h=300" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p>I</p>
<p>Hugo Ania Mercier: io ti amavo</p>
<p>amavo quel corpo di uomo agonizzante</p>
<p>che irradiava dolor come un diamante,</p>
<p>il tuo passo che insiste tuttavia,</p>
<p>la tua lingua – garofano d&#8217;ironia -</p>
<p>che cela ancora la sua sete silente e punzecchiante;</p>
<p>la tua mano, nervosa, azzurra, da amante</p>
<p>la cui notte del tempo è sempre mia;</p>
<p>il tuo verso che piange anche se canta,</p>
<p>il tuo mucchio di ossa, insultante,</p>
<p>la tua anima fredda e claudicante</p>
<p>che ha composto la morte in un istante:</p>
<p>cosa potrò mai dire loro, per riscattarti</p>
<p>di quel augusta verità che ti avvolgeva?</p>
<p>II</p>
<p>Tra i libri ti guardo, inaridito,</p>
<p>luminoso mio animale, mio demente,</p>
<p>la tua voce che è viva eppur assente,</p>
<p>mio giocattolo rotto, mio balocco.</p>
<p>Nella pace silente delle tombe</p>
<p>senza voler fuggire dalla tua fronte,</p>
<p>intontita d&#8217;amore ma impotente,</p>
<p>ti ho lasciato ancora tra le bestie.</p>
<p>Ahi, mio bimbo di stoffa, fiore oscuro,</p>
<p>nemmeno una preghiera, un paternostro.</p>
<p>Ahi, tenerezza che il buio sempre strappa,</p>
<p>se tu avevi la luce del portento,</p>
<p>perché tornare al seme primigenio,</p>
<p>perché ammazzare la colomba bianca?</p>
<p>III</p>
<p>Ci si vede – m&#8217;hai detto – e il tuo messaggio</p>
<p>di poeta infelice, stupido profondo,</p>
<p>mi condanna a cercare in altro mondo</p>
<p>quel sogno rimasto fermo a ieri.</p>
<p>Fu un incontro finale o fu un aroma</p>
<p>quel che continua a rovistare nel mio ventre?</p>
<p>Quel pizzico di fede in cui mi impregni;</p>
<p>fu, fratello di ogni cosa, una tua beffa?</p>
<p>Già non ti affligge la fistola tremenda,</p>
<p>già non patisci psoriasi, enfisema</p>
<p>né neurosi né polio né agonia.</p>
<p>Già sei lontano, memoria, no, impossibile,</p>
<p>sei finalmente sano in gloria del poema.</p>
<p>Hugo Ania Mercier: perchè ti amo.</p>
<p>Carilda Oliver Labra – Matanzas – Cuba &#8211; 6 luglio 1922</p>
<p>Trad. di M.F.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miltonfernandez.wordpress.com/1557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miltonfernandez.wordpress.com/1557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miltonfernandez.wordpress.com/1557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miltonfernandez.wordpress.com/1557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miltonfernandez.wordpress.com/1557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miltonfernandez.wordpress.com/1557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miltonfernandez.wordpress.com/1557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miltonfernandez.wordpress.com/1557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miltonfernandez.wordpress.com/1557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miltonfernandez.wordpress.com/1557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miltonfernandez.wordpress.com/1557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miltonfernandez.wordpress.com/1557/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miltonfernandez.wordpress.com/1557/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miltonfernandez.wordpress.com/1557/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1557&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">carilda</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Oliverio Girondo &#8211; Piangere a dirotto</title>
		<link>http://miltonfernandez.wordpress.com/2011/09/26/oliverio-girondo-piangere-a-dirotto/</link>
		<comments>http://miltonfernandez.wordpress.com/2011/09/26/oliverio-girondo-piangere-a-dirotto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 15:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milton Fernàndez</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei poeti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Piangere a lacrima spianata. Piangere a fiotti. Piangere la digestione. Piangere il sogno. Piangere davanti alle porte e anche ai porti. Piangere di giallo e gentilezza. Aprire i rubinetti, i battente del pianto. Inzupparci l&#8217;anima, la maglietta. Allagare marciapiedi e passeggiate, e salvarci poi, a nuoto, dal nostro stesso pianto. Assistere ai corsi di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1554&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/09/oliverio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1555" title="oliverio" src="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/09/oliverio.jpg?w=570" alt=""   /></a></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Piangere a lacrima spianata.</span></p>
<p><span style="font-family:verdana;">Piangere a fiotti.<br />
Piangere la digestione.<br />
Piangere il sogno.<br />
Piangere davanti alle porte e anche ai porti.<br />
Piangere di giallo e gentilezza.</p>
<p>Aprire i rubinetti,<br />
i battente del pianto.<br />
Inzupparci l&#8217;anima,<br />
la maglietta.<br />
Allagare marciapiedi e passeggiate,<br />
e salvarci poi, a nuoto, dal nostro stesso pianto.</p>
<p>Assistere ai corsi di antropologia,<br />
piangendo.<br />
Festeggiare i compleanni dei parenti,<br />
piangendo.<br />
Attraversare l&#8217;Africa,<br />
piangendo.</p>
<p>Piangere come un cacuy,<br />
un coccodrillo&#8230;<br />
se è vero<br />
che tanto i cacuy come i coccodrilli<br />
non la smettono mai di piangere.</p>
<p>Piangerlo tutto,<br />
ma piangerlo per bene.<br />
Piangerlo col naso,<br />
le ginocchia.<br />
Piangerlo dall&#8217;ombelico,<br />
e dalla bocca.</p>
<p>Piangere d&#8217;amore,<br />
di disgusto,<br />
d&#8217;allegria.<br />
Piangere in frac,<br />
di aria, di magrezza.<br />
Piangere improvvisando,<br />
a memoria.<br />
Piangere tutta l&#8217;insonnia e tutto il giorno!</p>
<p></span><strong><span style="font-family:verdana;">Oliverio Girondo</span></strong></p>
<p>Trad. di M.F.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miltonfernandez.wordpress.com/1554/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miltonfernandez.wordpress.com/1554/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miltonfernandez.wordpress.com/1554/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miltonfernandez.wordpress.com/1554/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miltonfernandez.wordpress.com/1554/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miltonfernandez.wordpress.com/1554/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miltonfernandez.wordpress.com/1554/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miltonfernandez.wordpress.com/1554/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miltonfernandez.wordpress.com/1554/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miltonfernandez.wordpress.com/1554/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miltonfernandez.wordpress.com/1554/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miltonfernandez.wordpress.com/1554/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miltonfernandez.wordpress.com/1554/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miltonfernandez.wordpress.com/1554/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1554&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Plotino, Pisapia e il biglietto dell&#8217;ATM</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 08:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milton Fernàndez</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Di lui se ne son dette di tutti colori, parlo del Tempo. Per l&#8217;Aristotele, che aveva già anticipato, capito e spiegato ogni cosa (tranne forse il default della magna patria, e non ci metterei le mani sul fuoco), il Tempo è l&#8217;ordine misurabile del movimento. Newton, Isacco, colse la mela al balzo, qualche secolo più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1548&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/09/safety-last-harold-lloyd-c.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1549" title="safety-last-harold-lloyd-c" src="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/09/safety-last-harold-lloyd-c.jpg?w=300&#038;h=232" alt="" width="300" height="232" /></a></p>
<p><span style="font-size:medium;">Di lui se ne son dette di tutti colori, parlo del Tempo. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Per l&#8217;Aristotele, che aveva già anticipato, capito e spiegato ogni cosa (tranne forse il default della magna patria, e non ci metterei le mani sul fuoco), il Tempo è l&#8217;ordine misurabile del movimento. Newton, Isacco, colse la mela al balzo, qualche secolo più tardi, e già che c&#8217;era aggiunse una distinzione tra Tempo assoluto e Tempo relativo. Uno, il primo, che fluisce qual ruscello di montagna, placido e senza grane, a cui diede il nome di Tempo di durata, e l&#8217;altro sensibile e reattivo agli imprevisti, che chiamò Tempo lineare. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Poi arrivò il Kant, piantagrane come pochi, il quale buttò lì l&#8217;idea che la successione temporale fosse “il criterio empirico unico dell’effetto in rapporto alla causalità della causa”.<br />
Hegel, tirando in ballo Plotino, se la giocò col fatto che il Tempo è “il principio stesso dell’Io=Io, della pura autocoscienza” anche se si tratta, tuttavia, di una coscienza astratta.” </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Rottosi, in tempi non sospetti, le sacre scatole, l&#8217;Agostino, (stinco di santo di provenienza extracomunitaria) di cotanta prosopopea passata e in divenire decise di tagliar corto e si cavò dagli impicci col celebre assioma: Il Tempo?, pare abbia detto. Se nessuno me lo chiede so cos&#8217;è, ma appena me lo chiedono non lo so più. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Espediente retorico applicabile ai più svariati campi &#8211; dall&#8217;amore alla pace dei sensi &#8211; e copiosamente adoperato dagli studenti di terza media da lì in poi, anche se, pare, non con la medesima fortuna. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">I Tempi cambiano. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">+++++++</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Milano sembra diversa da quella che ricordavo (sono stato via per un po&#8217;), sarà il Tempo. Prima di partire feci in Tempo a vedere, partecipare, auspicare, sognare, toccare con mano un cambiamento epocale, quanto meno per il sottoscritto. Dall&#8217;era Moratti a quella Pisapia. E una ventata di aria pura che scompigliò i capelli persino alla madonnina quel giorno in Piazza Duomo, dalla quale non mi sono ancora del tutto ripreso. Tempi nostri, all&#8217;insegna di altri Tempi. Il loro Tempo assoluto in confronto col nostro Tempo relativo, per dirla con uno dei buonTemponi di prima.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Prendo il tram (non si è di ritorno a Milano finché non si è preso il Tram). Anzi, prendo un biglietto per il tram (non si è cittadini di Milano se non si prende il biglietto per il tram), e all&#8217;improvviso il Tempo mi zompa addosso. Continuo a non sapere cosa sia. In compenso so quanto costa. Me lo dice l&#8217;ATM: euro uno e cinquanta (1,50) ogni settantacinque minuti. Cinquanta per cento in più di quanto costasse ai miei Tempi. Ora il dubbio è: quando compero settantacinque minuti (sborsando unoecinquanta (1,50) sto comperando all&#8217;azienda municipalizzata un tempo che da lì in poi mi appartiene e quindi posso adoperarlo come voglio oppure è l&#8217;azienda che acquista, con i miei soldi, un sessantesimo della mia giornata? Questioni di lana caprina. Trovare qualcuno che possa spiegarmelo porterebbe via un sacco di Tempo, e a questi prezzi sarebbe un suicidio. Scelgo quindi la prima, mi sembra più digeribile. E siccome provengo anch&#8217;io dal terzo mondo (come il Sant’Agostino), dove non si butta mai nulla, decido che sprecare quel Tempo che ho pagato salatamente sarebbe un&#8217;eresia. Così, quando mi avanzano – come succede spesso – dei brandelli di Tempo nel biglietto che ho appena comperato, e obliterato (che parola odiosa), decido di donarlo al primo sconosciuto che trovo, quello sempre in fila per salire, che attende la mia discesa. Eccoti 25 minuti (o 15, o 10, fate voi) di quelli che ho già pagato, e obliterato, e che scialacquo ogni giorno a un ritmo esasperante. Poi, quando i ruoli s&#8217;invertiranno farai in Tempo a sdebitarti. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Lo so che l&#8217;ATM (e forse persino Pisapia) avrebbero qualcosa da ridire davanti a una iniziativa del genere. Loro vengono da un altro Tempo. Per essi il loro ha un prezzo e il nostro un valore diverso. Io continuo con l&#8217;idea che una volta pagato il mio dazio, comperato il mio biglietto, acquistato il mio Tempo, sono padrone di regalarlo a chicchessia. “Il Tempo è autocoscienza, sosteneva il Plotino, principio stesso dell&#8217;Io”. </span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Causalità della causa, appunto.</span></p>
<p><span style="font-size:medium;">Lo capiranno col Tempo.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miltonfernandez.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miltonfernandez.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miltonfernandez.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miltonfernandez.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miltonfernandez.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miltonfernandez.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miltonfernandez.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miltonfernandez.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miltonfernandez.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miltonfernandez.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miltonfernandez.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miltonfernandez.wordpress.com/1548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miltonfernandez.wordpress.com/1548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miltonfernandez.wordpress.com/1548/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1548&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Casta diva</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 10:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milton Fernàndez</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei appunti]]></category>

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		<description><![CDATA[Diciamo che i frequentatori abituali delle serate liriche sono diventati, plauso più plauso meno, perlopiù di bocca buona. Un bravoo ben impostato non si nega oramai a nessuno, qualcuno che grida al capolavoro si rimedia sempre &#8211; e a buon mercato &#8211; non di rado trovansi, disseminati ad arte lungo la platea brividi, palpiti, sussulti, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1539&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/08/opera2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1544" title="opera" src="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/08/opera2.jpg?w=150&#038;h=93" alt="" width="150" height="93" /></a>Diciamo che i frequentatori abituali delle serate liriche sono diventati, plauso più plauso meno, perlopiù di bocca buona. Un bravoo ben impostato non si nega oramai a nessuno, qualcuno che grida al capolavoro si rimedia sempre &#8211; e a buon mercato &#8211; non di rado trovansi, disseminati ad arte lungo la platea brividi, palpiti, sussulti, e tanta, tantissima pelle d’oca, che dicasi quel che si dica non passa mai di moda; da evitare il bis, però, che è superato, da quanto dicono al paganini risultava indigesto quindi chiederlo sarebbe di una cafonaggine imperdonabile e dio ci guardi dal fare la figura del cioccolataio dinanzi a cotanta magnificenza.</p>
<p>Ci sono in Italia i grandi teatri, fiori all’occhiello della vecchia signora, ci sono anche i medi, i piccoli e i piccolissimi, che sarebbero nient’altro che i gradini adoperati dalla Casta nel loro fisiologico arrembaggio ai primi, cioè al potere vero: camerino in mogano, genialità indiscussa, autista di ordinanza, albergo in centro e residenza a Montecarlo, come si conviene ai notabili dal talento certificato.<br />
Ci sono poi dei paesini che si risvegliano dalla loro siesta ancestrale una volta l’anno. Fosse per loro continuerebbero a sonnecchiare in santa pace, ma come contrastare quella baraonda di canora mondanità che gli è piombata addosso non appena qualcuno intravide la possibilità di creare un festival lirico estivo in onore a un tale, di professione musicista, che tra quelle mura vide la luce qualche secolo orsono e lì visse giusto il tempo di fare i bagagli e partire alla ricerca di fortuna su lidi un tantino più promettenti, oppure qualche edificio di pubblica utilità dalle sorti alterne scelto sempre da quel qualcuno, con inveterato ottimismo, come sede naturale dell’ennesima Norma in giro per la penisola,  la millesima  Cio-cio-san, gli eserciti di violette, leporelli, pollioni, tosche, despine, papageni, turiddu, pagliacci, barbieri, tabarri, trovatori, e chi più ne ha più ne metta, che il catalogo sarà lungo e variegato ma sempre quello è?</p>
<p>Gli edifici teatrali italiani non hanno pari al mondo, è risaputo. Neanche i loro occupanti occasionali.<br />
Al piano più alto si trovano i Sovrintendenti. Questi sono (perlopiù), come direbbe Cyrano de Bergerc, inarrivabili esempi di agilità dorsale. Degli enigmatici felini dai trascorsi frastagliati. Sul loro arrivo in cima all’albero si possono azzardare opinioni ma nessuno ne ricaverà mai una certezza. Fatto è che là sono, e di scendere non ne vogliono sapere.<br />
Appena sotto dimorano i Direttori artistici. Coriacei pure loro. Incappano non di rado nei tranelli dell’umana incomprensione ma in un batter d’occhio eccoli di nuovo in pista e in dirittura d’arrivo a qualche nuova agognata meta.<br />
Qualcheduno lo si poteva trovare, una ventina d’anni fa, solidamente insediato a Milano. Caduto in un buco nero di quelli disseminati lungo i bilanci, te lo ritrovavi l’anno venturo a Bologna, da dove veniva cacciato a furor di coro, orchestra, maestranze e compagnia bella, quindi approdava a Firenze, da dove, e poi a Jesi, da dove, e a Verona, da dove,  e….<br />
Insomma, se c’è una qualità che bisogna riconoscere ai Direttori Artistici italiani e che non riescono mai a perdere il posto. Neanche se volessero, scommetto. Sono nati così, con la qualifica incorporata, e succeda quel che succeda, quello sono e quello rimangono, checché ne dicano disfattisti, ignoranti e figli di buona donna.<br />
I Registi d’opera lirica conformano una sorta di categoria protetta, a denominazione d’origine controllata. Alla mancanza di scuole nelle quali imparare il mestiere, suppliscono i registi più anziani, già in carriera, con un’offerta di reciproca assistenza. L’aspirante-regista-assistente diventa così una sorta di badante tutto fare, occupazione che, se svolta con la debita dedizione lo porterà prima o poi ad apporre la sua firma su qualche allestimento secondario sempre sotto la attenta supervisione del patrocinatore, il quale infine, in segno di riconoscimento, gli farà dono della propria libertà, cioè di considerarsi a sua volta Regista, di pensare con la propria testa, e di prendere a suo servizio qualche giovane aspirante in qualità di assistente ecc ecc, in modo che il cerchio non venga mai spezzato. Tutto ciò dopo avere speso a suo favore qualche buona parola con il Direttore Artistico di cui sopra, e con il Sovrintendente di cui più sopra, i quali si trovano perennemente in debito, o a credito, con gli altri due, motivo per il quale una sistemazione per il figliolo di turno si trova sempre, che una mano lava l’altra e tutte e otto puliscono la facciata.<br />
Fattore non trascurabile in tutta la circumnavigazione dell’aspirante regista, è il fatto che dal capostipite in giù, il valore intrinseco va di solito in diminuendo. Coloro che a forza di talento avessero rischiato di offuscare la stella del fondatore della stirpe vengono seduta stante depennati, quelli che vanno avanti si trascinano il marchio di fabbrica vita natural durante, dopo tutto sono allievi di un unico precettore, e costui sa bene che la sua permanenza in vita passa in parte dall’esperienza personale e in tanto dalla saggezza intrinseca nei vecchi proverbi, che la sanno lunga e ccà nisciuno è fesso.</p>
<p>Parlando delle categorie che gravitano nell’orbita dell’opera lirica, una delle più prolifiche è, senz’ombra di dubbio, quella dei maestri. Se ne trovano d’ogni risma, stazza e provenienza. C’è il maestro stabile, il maestro sostituto, il maestro collaboratore, il maestro suggeritore, il maestro di sala, il maestro alle luci, il maestro preparatore, il maestro assistente, il maestro del coro… e via dicendo, a esaurimento scorte.<br />
Poi, ma direi innanzi a tutti, vengono Regista e Direttore d’orchestra, i quali spesso si contendono all’ultimo sangue quell’articolo fondamentale che permette loro (una volta defenestrato l’altro) di diventare IL maestro, unico e inscindibile, colui del quale come si sa non ce n’è che uno perchè tutti gli altri son nessuno.<br />
Come dicevo, la quantità dei maestri cresce in modo esponenziale, tra i ridenti giardini della lirica. Siccome una delle peggiori offese che si possono recare a chicchessia è quella di apporre un Signore davanti al nome, per non sbagliare si finisce per dare del maestro persino al pompiere di turno, il quale una volta insignito del titolo potete stare sicuri non se ne spoglierà mai più, crollasse giù il tetto insieme al Sansone e a tutti i filistei.</p>
<p>A ben vedere, è quasi tenera la Casta diva. Un esercizio di potere in scala minore, lo specchio sonoro del paese, il plastico di uno spettacolo alla Svoboda in cui nulla è vero, ogni cosa transitoria, e il tempo di ciascuno si consuma, pressappoco, in un batter di mani.<br />
Frastornata tra conti e conticini, finte lealtà, compravendite, bassezze, risentimenti, però, ogni tanto spunta la Magia, con la sua musica vera. Talmente alta da non badare ai compromessi dei critici, comperati un tanto all’etto, all’ingordigia delle agenzie, alla meschinità di chi compensa la propria mancanza di talento col baratto sociale, le ignobili ingerenze dei politici, dei massoni, dei vescovi, l’umiliante servilismo dei cortigiani…<br />
Per lei, varrebbe la pena di battersi ancora, contro tutti i mulini dentro i quali continuano a nascondersi i giganti con i loro piedi di argilla, quelli che soltanto un povero cavaliere della triste figura, afflitto da lucida follia, era in grado di individuare.<br />
Quella magia che rimarrà, più vera che mai, una volta smaltita la sbornia.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/miltonfernandez.wordpress.com/1539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/miltonfernandez.wordpress.com/1539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/miltonfernandez.wordpress.com/1539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/miltonfernandez.wordpress.com/1539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/miltonfernandez.wordpress.com/1539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/miltonfernandez.wordpress.com/1539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/miltonfernandez.wordpress.com/1539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/miltonfernandez.wordpress.com/1539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/miltonfernandez.wordpress.com/1539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/miltonfernandez.wordpress.com/1539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/miltonfernandez.wordpress.com/1539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/miltonfernandez.wordpress.com/1539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/miltonfernandez.wordpress.com/1539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/miltonfernandez.wordpress.com/1539/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1539&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Gioconda Belli &#8211; Non mi pento di nulla</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 05:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Milton Fernàndez</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei poeti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla donna che sono mi piace a volte contemplare quelle donne che avrei potuto essere; quelle donne sublimi, nel diventare brave mogli, campioni di virtù, come avrebbe voluto mia mamma. Non so perché ho passato la vita a ribellarmi contro di loro. Odio le loro minacce sul mio corpo. La colpa che le loro vite [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=miltonfernandez.wordpress.com&amp;blog=8161571&amp;post=1535&amp;subd=miltonfernandez&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/05/gioconda_belli.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1537" title="gioconda_belli" src="http://miltonfernandez.files.wordpress.com/2011/05/gioconda_belli.jpg?w=150&#038;h=127" alt="" width="150" height="127" /></a></p>
<p>Dalla donna che sono</p>
<p>mi piace a volte contemplare</p>
<p>quelle donne che avrei potuto essere;</p>
<p>quelle donne sublimi,</p>
<p>nel diventare brave mogli,</p>
<p>campioni di virtù,</p>
<p>come avrebbe voluto mia mamma.</p>
<p>Non so perché</p>
<p>ho passato la vita</p>
<p>a ribellarmi contro di loro.</p>
<p>Odio le loro minacce sul mio corpo.</p>
<p>La colpa che le loro vite impeccabili,</p>
<p>per uno strano maleficio,</p>
<p>mi ispirano.</p>
<p>Rinnego i loro buoni uffici,</p>
<p>i pianti di nascosto dal marito,</p>
<p>il pudore della loro nudità</p>
<p>sotto l&#8217;inamidata biancheria ben stirata.</p>
<p>Queste donne, tuttavia,</p>
<p>mi guardano dall&#8217;interno dei loro specchi,</p>
<p>alzano il loro dito accusatore</p>
<p>e io, alle volte, cedo ai loro sguardi di rimprovero</p>
<p>e tento di guadagnarmi l&#8217;approvazione universale,</p>
<p>di essere una Gioconda ineccepibile.</p>
<p>Prendere dieci in condotta</p>
<p>al partito, lo stato, le amicizie,</p>
<p>la famiglia, i miei figli e tutti gli esseri</p>
<p>di cui straripa questo nostro mondo.</p>
<p>In questa contraddizione inevitabile</p>
<p>tra quello che avrebbe dovuto essere e quel che è,</p>
<p>ho combattuto battaglie mortali,</p>
<p>battaglie contro i loro morsi</p>
<p>-loro che abitano dentro di me cercando di essere me stessa-</p>
<p>trasgredendo materni comandamenti,</p>
<p>strappo, addolorata e incespicante,</p>
<p>quelle mie donne interne</p>
<p>che, dall&#8217;infanzia, mi storcono gli occhi</p>
<p>perché non ci sto nel perfetto stampo dei loro sogni,</p>
<p>perché oso essere questa pazza, fallibile, tenera e vulnerabile,</p>
<p>che s&#8217;innamora come anima in pena</p>
<p>dalle cause giuste, dagli uomini belli</p>
<p>e dalle parole giocose.</p>
<p>Perché, da adulta, ho osato vivere l&#8217;infanzia vietata,</p>
<p>ho spezzato dei legacci inviolabili</p>
<p>e mi sono permessa di godere</p>
<p>questo corpo sano e sinuoso</p>
<p>di cui i geni di tutti i miei avi</p>
<p>mi dotarono.</p>
<p>Non incolpo nessuno. Piuttosto ringrazio dei doni.</p>
<p>Non mi pento di nulla, come disse Edith Piaf.</p>
<p>Ma negli oscuri baratri in cui sprofondo,</p>
<p>non appena apro gli occhi, al mattino,</p>
<p>sento le lacrime che incalzano;</p>
<p>vedo quelle altre donne che attendono nel vestibolo,</p>
<p>che sguainano condanne contra la mia felicità.</p>
<p>Imperterrite “brave bambine” mi circondano</p>
<p>e danzano le loro canzone preferite su di me</p>
<p>su questa donna</p>
<p>fatta a mia stessa immagine,</p>
<p>piena.</p>
<p>Questa donna col petto colmo di seni,</p>
<p>dalle anche larghe</p>
<p>che, per mia madre e anche contro di lei,</p>
<p>mi piace essere.</p>
<p>Gioconda Belli (Managua, Nicaragua &#8211; 9 dicembre 1948</p>
<p>(Trad. di M.F.)</p>
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